Patti Chiari

La giungla dei semafori /H&M: il prezzo della moda

Puntata del 5.12.2014

venerdì 05/12/14 21:10 - ultimo aggiornamento: giovedì 16/07/15 10:06

LA GIUNGLA DEI SEMAFORI - di Igor Staeheli e Giovanni Speranza

 

Quante volte sarà successo anche a voi… volete attraversare la strada ma il semaforo vi ignora. E a poco serve schiacciare l’immancabile pulsante giallo. L’attesa sembra interminabile. Finalmente arriva il vostro momento. Il semaforo diventa verde… ma per attraversare dovete mettere la quarta! Eh sì perché in pochi secondi il giallo impietoso fa capolino sopra la vostra testa preannunciandovi il temuto “cartellino” rosso. Tempo scaduto! Ed è allora che scoprite di essere a metà del guado. In mezzo alla strada con le auto che incombono.

Un tema che già in passato aveva fatto discutere sollevando le proteste dei cittadini, soprattutto anziani e disabili. E oggi? È migliorata la situazione?

Per scoprirlo Patti chiari ha setacciato i passaggi pedonali delle principali città ticinesi e, cronometro alla mano, verificato quanto tempo hanno i pedoni per attraversare e quanto tempo devono aspettare.

Risultato: i semafori che costringono i pedoni a trasformarsi in velocisti sono davvero molti, forse troppi. Uno scatto troppo spesso preceduto da attese eterne, che spazientiscono i pedoni. E a volte gli impianti non rispettano le norme che in Svizzera stabiliscono dettagliatamente i tempi minimi di verde e di giallo per gli attraversamenti pedonali.

Ad andarci di mezzo è soprattutto chi fa fatica a camminare. La prova? Il test realizzato da Patti chiari: quattro anziani hanno messo alla prova alcuni dei passaggi pedonali più frequentati in Ticino. Una situazione che si è spesso rivelata da brivido.

Non a caso negli ultimi tre anni in Ticino ben 9 volte i pedoni sono rimasti coinvolti in incidenti stradali proprio mentre attraversavano le strisce pedonali. Con tanto di semaforo.

 

MODA SI', MA A QUALE PREZZO? - Produzione RTS/ABE e SRF/Kassenturz

Quando comprate una camicia, un paio di pantaloni, una giacca o un maglione, vi siete mai chiesti quanto guadagnano le sarte che li hanno confezionati? E avete provato a dare una risposta a questa domanda? Se la curiosità l’avete avuta ma non avete mai avuto il tempo e i mezzi per darvi una risposta, lo faremo per voi con questa inchiesta in cui, dopo aver acquistato dodici capi di abbigliamento, ai produttori è stato chiesto in che condizioni erano stati realizzati. Le loro risposte evidenziano la scarsa trasparenza che tuttora vi è in quest’ambito e il fatto che l’etichetta “made in Europa” è ben lungi dal rappresentare una garanzia…

La mia banda suona il folk

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