L'internet che non ti aspetti / Lasagne industriali

Settimanale di inchiesta e informazione sui diritti dei cittadini e dei consumatori a cura di Lorenzo Mammone

L'internet che non ti aspetti / Lasagne industriali

Puntata del 13.04.2018

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La videocamera di sorveglianza attivabile tramite il telefonino, il frigorifero che ti invia un messaggio per comunicarti cosa devi acquistare, l’impianto elettrico e il termostato connessi alla rete e che puoi accendere e spegnere a distanza, il trolley che ti segue da solo e addirittura lo spazzolino da denti intelligente che verifica come stai effettuando la tua igiene orale… Non è un film di fantascienza. È il presente. Ed ha un nome: Internet delle cose. In tanti lo usano già, in pochi sanno che cos’è e… quali rischi può comportare! Il cosiddetto IoT (acronimo di Internet of Things) è in effetti in piena espansione: già oggi, si stima, gli oggetti connessi nel mondo sono 8 miliardi e diventeranno 20 miliardi nel giro di un paio di anni. La rete insomma è entrata nella nostra quotidianità, anche negli oggetti che meno ti aspetti. Certo, i dispositivi connessi a internet possono essere utili, comodi, innovativi, ma… saranno davvero sicuri?

Patti chiari tenta allora un esperimento, scaraventando una giornalista tra le gioie e i dolori della vita “connessa”: per una settimana, dovrà barcamenarsi tra installazioni, applicazioni, innovazioni… il tutto con un giovane hacker alle calcagna.

Riuscirà la nostra intrepida a proteggere la sua sicurezza e la sua privacy? E voi? Pensate di essere al sicuro con i vostri oggetti collegati a internet?

Le risposte nel servizio di Paola Leoni e Fabbio Pellegrinelli .

 

Lasagne industriali sotto la lente

Sono convenienti e pronte in pochi minuti: chi non ha mai mangiato delle lasagne industriali? Sul mercato se ne trovano molte e sulle confezioni le fotografie fanno venire l’acquolina in bocca. Ma all’interno come si presentano e, soprattutto, come sono preparate? E cosa contengono?

Patti chiari venerdì risponde a tutte queste domande e in particolare mette a confronto le percentuali di carne indicate sulle confezioni con quella realmente contenuta. E le differenze, a volte, varrebbero ai fabbricanti un bel pinocchio d’oro!

 

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