Alzati... e cammina! / Casco dalla bici | Puntata intera del 22.04.2016

Mereu - Alzati e cammina / Casco dalla bici

Puntata del 22.04.2016

venerdì 22/04/16 21:10 - ultimo aggiornamento: venerdì 22/04/16 23:21

"Alzati e cammina!” - disse. Di chi stiamo parlando??! No, non parliamo di Lui, ma... di lei: la “famosa dottoressa Mereu”, come ama definirsi. E queste parole non sono tratte dal Vangelo, ma dalla conferenza che la dottoressa ha tenuto dal palcoscenico di Tisana Locarno.

E’ da quel pulpito che ha narrato al pubblico ticinese le sue parabole e le sue gesta miracolose: è lei – afferma - che fa camminare i paraplegici a suon di esortazioni e insulti; è lei che cura gli orzaioli delle mogli smascherando a distanza le amanti dei mariti; è lei che arriva addirittura a negare l'esistenza dell’Aids a dire che la sclerosi multipla viene in concomitanza di un fallimento: è lei che cura cistiti, vaginiti, disturbi e problemi sessuali facendo inserire una medaglietta della Madonna nella vagina.

Nessun malato insomma può continuare a essere tale di fronte alla terapia miracolosa che lei stessa ha messo a punto: un intruglio di medicina e "metafore guaritrici", pendolini e psicomagia, icone sacre e insulti profani che – arriva a dire la Mereu – può addirittura curare il cancro meglio di quanto non faccia la medicina ufficiale.

L’Ordine italiano dei medici ha già aperto una procedura per radiarla dall'Albo. Ma lei non si arrende e, nel frattempo, ha trasferito la residenza a Stabio e si è rivolta all’Ufficio sanità di Bellinzona per ottenere un’autorizzazione di esercizio nel Canton Ticino!

Nell’attesa della risposta delle autorità, Patti chiari si mette sulle orme della guaritrice.

E scopre risvolti inquietanti: affermazioni pericolose per l'incolumità dei pazienti, video di pazienti ticinesi "auto- guariti" da gravi malattie con i consigli della dottoressa e appuntamenti con pazienti nel nostro Cantone. 

Come può la dottoressa esercitare nel Canton Ticino senza l'autorizzazione, obbligatoria per legge? Glielo abbiamo chiesto direttamente. Tutto questo a Patti chiari nel servizio di Paola Leoni e Fabio Pellegrinelli.

Prese di posizione

 

Casco dalla bici

Probabilmente a nessuno verrebbe in mente di usare un casco da moto su una bici elettrica in Svizzera. Eppure, basta fare due pedalate fino in Italia e il casco da moto sulle e-bike diventa…obbligatorio! Pena non solo la multa, ma addirittura la confisca della bici per ben due mesi.

La disavventura è capitata a due turisti svizzero-tedeschi in gita pasquale a Verbania. La coppia viaggiava con tanto di casco da bici omologato. Patti chiari  li ha incontrati: multati, sono tornati in Svizzera, ma lo Stato italiano si è trattenuto le biciclette per 60 giorni. E oltre alla multa, chi sgarra deve pagare anche le spese di custodia dei veicoli per tutta la durata della confisca.

Patti chiari è andato dalla polizia di Verbania e ha scoperto che quando in Italia si guidano bici elettriche che vanno oltre i 25 chilometri all’ora, bisogna indossare - leggete bene - un casco da moto. E per chi non rispetta la norma le conseguenze possono essere pesantissime. E in -Ticino? I negozianti di bici elettriche conoscono queste norme? E informano i loro acquirenti, ma soprattutto i numerosi ciclisti che utilizzano le bici elettriche sono al corrente di cosa rischiano quando attraversano la frontiera? Patti chiari , con il servizio di Emanuele di Marco, ha constatato che c’è ancora da pedalare.

Fuga da Reuma Park

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