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Veterinari senza regole

Specialisti improvvisati, prezzi liberi e pochi controlli in un settore che in Ticino è in piena espansione

  • Oggi, 15:56
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Negli ultimi anni in Ticino si è registrato un aumento delle strutture veterinarie e dei professionisti che operano al loro interno. Sempre più famiglie possiedono un animale domestico: basti pensare che, a fronte di una popolazione di quasi 360’000 abitanti, sono censiti oltre 100’000 gatti e quasi 34’800 cani. Tradotto: ci sono molti animali che generano un interessante giro d’affari.

Il settore è in piena espansione, con la nascita di nuove realtà, tra cui anche un ospedale veterinario. I proprietari di animali, allo stesso tempo, sono diventati più esigenti e attenti alle cure che vengono loro proposte.

Tutto porterebbe a pensare che ci sia da rallegrarsi di fronte a un’offerta così capillare. Ma non è così. Il mondo veterinario ticinese appare infatti poco regolamentato. Detto altrimenti: ognuno può fare un po’ quello che vuole. Un esempio? Il termine “specialista” non è protetto: chiunque può definirsi tale in una branca medica senza aver seguito una formazione specifica. Anche i tariffari delle cure di base, come vaccinazioni o sterilizzazioni, non sono omologati. A imperare è il libero mercato e una forte concorrenza.

A questo si aggiunge l’assenza di un contratto collettivo di lavoro (CCL) per il personale del settore, con una forte presenza di frontalieri.

Questa situazione disfunzionale crea problemi sia per chi lavora nel settore sia per i proprietari di animali, che si sono trovati di fronte a trattamenti lunghi, sbagliati o costosi e a personale poco incline alla trasparenza.

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