Nessuna pubblicità? Magari! | Punto di domanda

Mettere pubblicità in una buca delle lettere che espone la targhetta "Nessuna pubblicità" è legale? L'avvocato risponde

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Roberto: “Nonostante la targhetta “Nessuna pubblicità” mi ritroviamo regolarmente numerosi annunci pubblicitari cartacei nella bucalettere. Una delle ditte che ho contattato per chiedere di smetterla, mi ha risposto che non è tenuta a rispettare questa indicazione. Eppure la Posta Svizzera lo fa, non è lo stesso per le ditte di volantinaggio private? Cosa posso fare?”

Caro Roberto,

La pubblicità è l’anima del commercio. C’è chi ha piacere ad essere informato su tutte le ultime novità, come pure su sconti e azioni particolari e, invece, chi detesta ricevere questo genere di invii.

In Svizzera le associazioni dei consumatori si sono interessate e attivate a più riprese su questo tema ed alcune di essere propongono un adesivo con la dicitura “niente pubblicità”, nel frattempo commercializzato pure da diverse catene della grande distribuzione e che, sostanzialmente, è il primo strumento utile per cercare di bloccare la corrispondenza pubblicitaria.

Siccome ignorare l’invito formulato per il tramite dell’apposito adesivo non comporta la violazione di alcuna norma di legge, né civile, né penale, purtroppo a volte il problema continua a persistere.

Alle persone che, nonostante l’adesivo, continuano a ricevere invii pubblicitari ha pensato l’incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza, che ha pubblicato sul suo sito internet un promemoria con alcuni consigli utili.

Si tratta di suggerimenti pratici che, anche se non permettono di risolvere del tutto il problema, sono se non altro in grado di ridurre in maniera importante il numero di questo genere di invii.

Qui di seguito i due suggerimenti principali:

  1. Procedere a formulare un divieto generale di utilizzo del proprio indirizzo per scopi pubblicitari, chiedendo con l’apposito modulo a Swisscom Directories SA di apporre un asterisco (*) nell’elenco telefonico e, parallelamente, chiedendo all’Associazione svizzera per il marekting diretto che l’indirizzo venga bloccato all’interno degli elenchi dei sui affiliati.
  2. Rispedire al mittente i testi pubblicitari indesiderati, allegando una lettera con l’indicazione “Vieto l’utilizzo del mio indirizzo a scopo pubblicitario”.

Nel caso in cui la società in questione non dovesse dare seguito alla richiesta, l’Incaricato federale per la protezione dei dati e della trasparenza (IFPDT), invita a compilare e trasmettere per raccomandata il formulario “

” chiedendo conferma dell’avvenuta cancellazione entro un termine di 30 giorni. Tale scritto contiene inoltre già l’indicazione della base legale sulla quale tale richiesta poggia, in particolare l’art. 12 cpv. 2 lett. b e l’art. 15 cpv. 1 della LPD.

Qualora anche tale scritto non dovesse essere preso in considerazione dalla società pubblicitaria, il mio consiglio è quello di rivolgersi direttamente all’IFPDT, sollecitando formalmente un suo intervento.

Avv. Gianluca Padlina, vice presidente dell'Ordine degli avvocati

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