Quello che temevamo è successo. Enzo Crotta ha annunciato oggi il licenziamento cautelativo dei suoi dipendenti. È un’eventualità che, prima di andare in onda, abbiamo più volte discusso: quanto emergeva dalla nostra inchiesta era troppo grave perché l’azienda potesse uscirne indenne. Ne eravamo coscienti e la prospettiva ci preoccupava. Ma cosa avremmo potuto fare? Tenere per noi quanto avevamo scoperto? No, non potevamo: i cittadini e i consumatori avevano il diritto di sapere in quali condizioni venivano confezionati insalate, minestrone e verdure che compravano nei più importanti supermercati della Svizzera italiana!
Il nostro lavoro è informare e lo abbiamo fatto. Con rigore, senza cercare effetti speciali. Al termine di un’inchiesta approfondita, sulla quale abbiamo lavorato a lungo. Va ricordato che le testimonianze degli ex dipendenti sono state solo il punto di partenza: ma poi siamo stati più volte da Crotta, gli abbiamo dato la parola, abbiamo visto e filmato la sua azienda. Ed è proprio in base a questi elementi – non le fotografie scattate dagli ex dipendenti – che gli esperti hanno giudicato inaccettabili le condizioni di pulizia e igiene dell’azienda.
Di conseguenza, per quanto dispiaciuti e umanamente vicini ai dipendenti che da dopodomani saranno senza lavoro, non siamo responsabili di quanto succede oggi: responsabile è chi ha diretto l’azienda e chi ha permesso per anni a Enzo Crotta di lavorare in modo manifestamente non conforme alle esigenze odierne dell’industria agro-alimentare.
Presa di posizione di Patti chiari relativa ai licenziamenti alla Crotta SA (2.06.2017)
RSI Patti chiari 02.06.2017, 23:24



