(Chiassoletteraria)

Gita a Chiasso

Passeggiata sulla scia di quella di arbasiniana memoria con Fabio Pusterla, Bruno Soldini, Alberto Nessi  e molti altri a fare da guide e anfitrioni

Se da dieci anni ospita per tre giorni autori internazionali, per una strana coincidenza a Chiasso sono nati o cresciuti alcuni degli autori e degli intellettuali contemporanei di rilievo nella Svizzera italiana. La presenza di Alberto Arbasino e ricordare la sua Gita a Chiasso  è stato d'ispirazione per gli organizzatori per inventarsi uno Speciale Chiasso: un po' di storia, di arte, di letteratura e alcuni - molti! - aneddoti.

 

Il tono d'esordio del poesta e scrittore Fabio Pusterla da subito il ritmo a quella che sulla carta potrebbe apparire solo come nostalgica rievocazione di una Chiasso che non c’è più.


Affare che può riguardare al massimo un gruppo di pensionati? Niente affatto e verso dopo verso, pagina dopo pagina, aneddoto dopo aneddoto quel gusto per la burla, per il gioco di parole, per la battuta... evocato nei ricordi di Pusterla appare sempre più come caratteristico, quasi un fil rouge che ci guida per tutta la mattina. 

Seconda tappa di fronte al palazzo Touring (1936/1937) che oggi ospita Mövempick. Il virgilio tra aneddoti, ricordi e particolarità è il collega di Rete Due Orazio Martinetti. Appassionato e informatissimo cultore di Storia, fornisce ai presenti una dotta cavalcata sui temi della difesa spirituale che i quattro altorilievi patriottici (Gugliemo Tell, Nicolao della Flüe, il soldato, il lavoratore) nonché l'Elvezia (che dalla sommità della torretta da le spalle alla frontiera e guarda verso il San Gottardo) evocano.
Troppi i riferimenti culturali pertinenti, basti dunque il richiamo al volume dello stesso Martinetti La matrigna e il monello: Confederazione e Ticino tra dialogo e silenzi, Locarno A.Dadò, 2001 (in particolare pp. 37-44 con puntuali riferimenti bibliografici).

Pochi passi per arrivare alla Dogana. Simbolo per antonomasia della città di frontiera è anche il luogo simbolo della presenza delle forze alleate nell'aprile del 1945.

Il dottor Giorgio Noseda rievoca quel tempo con i suoi ricordi personali della resa germanica mentre Marco Cameroni fa un salto ancora più indietro con le parole di Rodolphe Töpffer che nel 1837 tra ironia, sarcasmo e indignazione restituisce perfettamente il fastidio di dover varcare il confine...    

Sosta veloce davanti al fascino liberty di Palazzo Züst-Bachmeier. Mentre il pubblico si delizia gli occhi Nicoletta Ossanna Cavadini rievoca la storia del palazzo nato come taverna per accogliere i viaggiatori in transito. E di transiti questi edifici ne hanno visti davvero tanti tra magazzini e merci stoccate. I mutamenti economici e sociali hanno inciso con forza su Chiasso e la frontiera, oggi ad aspettare più o meno pazientemente di riuscire a varcarla più delle merci sono i disperati in fuga da guerra e/o miseria. 

Anche nelle storie filtrate dallo sguardo dissacrante di Alberto Nessi è spesso presente la seconda guerra mondiale. A volte incombente e terrorizzante. Altre più discreta quasi sullo sfondo a dettare la scenografia di uno spettacolo concentrato sugli aspetti del conflitto che incidono maggiormente sulal vita quotidiana a Chiasso: la fame, le difficoltà, i fuggiaschi...

Luogo deputato per le storie  e le poesie di Nessi l’atrio della Stazione dove sotto lo sguardo delle due statue simboleggianti Svizzera e Italia con il suo fare da Pierino e si suoi testi più recenti lo scrittore ci trascina di nuovo nel presente con i nuovi protagonisti idei suoi versi: quelle figure destinate a non aver un nome ma solo un numero nella spietata burocrazia dei centri di accoglienza.

L'ultima tappa è nel cortile dell'asilo

 

A fare gli onori di casa il regista Bruno Soldini che oltre ad aver pubblicato un saggio sulla vita dei contrabbandieri, protagonisti di diversi suoi lavori, in particolare del primo lungometraggio indipendente del cinema ticinese Storia di confine, nel 2009 si è cimentato anche con la narrativa. Potete giudicare da soli quanto piacevolmente nei divertenti passaggi che ha letto al pubblico...

 

Tutti a pranzo dunque. La gita si conclude al Ristorante Carlino fresco di restauro (era un biliardo dove dominava soprattutto il fumo delle sigarette). Alle pareti - non a caso - occhieggiano fotografie della Chiasso che fu…

P.S. le immagini della Chiasso di oggi che corredano questo articolo sono di un altro artista chiassese, il fotografo Gian Paolo Minelli  che cortesemente ha prestato al nostro IPhone il suo sguardo e i suoi scatti mentre eravamo impegnati a riprendre scrittori e poeti!

Monica Bonetti

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