Quando si parla di scacciapensieri ci si pone frequentemente due domande: “Da dove viene?” e “da dove deriva il nome?”
Uno degli aspetti impegnativi della ricerca sugli strumenti popolari è la mancanza di materiale di riferimento con cui lavorare. I primi studiosi dello scacciapensieri semplicemente non ritenevano lo strumento degno di commento, o se lo ritenevano era spesso in termini derisori, non meritevole di uno studio. Tuttavia, disponiamo di informazioni sufficienti per comprendere uno strumento fabbricato e suonato in tutto il mondo, costruito da artigiani o prodotto in serie in numerose forme che riflettono il materiale a disposizione dei costruttori, e di origine antica.
Per approfondire questo argomento Christian Gilardi ha incontrato Carmelo Giuè, costruttore siciliano e Philippe Dallais, organizzatore del Festival Trümpi, a Neuchâtel che si svolge dal 7 al 9 giugno in una splendida cornice.
