L’usignolo è animale singolare. Il suo canto melodioso è composto di strofe di toni singoli e doppi, unico per la complessità e le molteplici variabili che, dagli etologi, sono state addirittura codificate in dialetti regionali.
Comune in Asia, Europa e Nord Africa ha sempre suscitato interesse e persino ammirazione: non si contano le pagine e i versi che gli sono stati dedicati (da Shakespeare a Hans Christian Andersen) né tantomeno le note che sono state scritte in successione in sinfonie, cori e concerti cercando di riprodurre la levità del suo canto notturno (da François Couperin a Vivaldi a Mendelssohn).
Con Tenera è la notte, titolo della nostra proposta musicale notturna in questo 2016 e che cita un celeberrimo verso dell’ode di John Keats, abbiamo voluto omaggiare il canto, malinconico e balsamico insieme, dell’usignolo.
Un modo per ricordarci di cercare nuove prospettive, alzarci in volo, e cantare quando meno ce lo si aspetta.

