La Radio è uno strumento affascinante. Perché arriva ovunque, con discrezione, ma anche con puntualità: trasmette informazioni, offre approfondimenti, dà spazio alla musica e alla prosa, intrattiene.
Questo è il nostro oggi, che giunge dopo un passato ricco, intenso, editato, in cui protagonisti a tutti gli effetti sono stati i numerosi intellettuali italiani che vi hanno preso parte.
Tanti i nomi che affiorano, da Delio Tessa (che nel 1936 aveva condotto a Lugano Benedetto Croce) a Massimo Bontempelli, per restare ai primi anni; a Giansiro Ferrata, Aldo Borlenghi nell’immediato dopoguerra; da Vito Pandolfi a Vittorio Sereni, Indro Montanelli nei dorati anni Cinquanta e Sessanta, a Guido Piovene, Giorgio Bocca, Umberto Eco, nei cosiddetti anni di piombo.

