Il club di Rete Due

Cult Ottobre 2016

Accorciare le distanze

  • 11.10.2016, 10:00
e se fossimo noi di fronte al pubblico? In ogni caso, che si sia sul palco o in platea, il microfono resta al centro, acollegare i due poli.

e se fossimo noi di fronte al pubblico? In ogni caso, che si sia sul palco o in platea, il microfono resta al centro, acollegare i due poli.

L’autunno non è una stagione dormiente e letargica, anzi. Con l’autunno si risvegliano gli interessi e si moltiplicano le occasioni. I cartelloni dei teatri dopo la pausa estiva si ripresentano fitti di eventi, spettacoli e concerti. Riprendono le stagioni concertistiche (tra queste quella dell’OSI e quella di Tra jazz e nuove musiche su Rete Due), i cinema tornano a riempirsi, le associazioni del territorio riprendono i loro cicli di presentazioni ed incontri.

Nel 2003 in Gran Bretagna veniva dato alle stampe un libro tanto divertente quanto illuminante: Mortification. Writers’ stories of their public shame. Il libro raccoglie numerose testimonianze di autori anglosassoni alle prese con il pubblico che scopriamo essere fonte di puro terrore, in alcuni casi, o di preoccupanti e destabilizzanti sorprese in altri.

Questo libro con i suoi aneddoti ci fornisce un utile spunto di riflessione. Spesso sono gli artisti a vivere con disagio quella distanza tra noi e loro costituita da un podio, un palco, un plateau. Noi di Rete Due da sempre ci muoviamo salendo e scendendo quei gradini, cercando di accorciare le distanze, di fornire un terreno di incontro. Anche perché, per quanto possiamo amare certe personalità, continuiamo a preferire le persone.

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