Afghanistan, l’anima di un paese

Una serata che propone testimonianze e interviste

Una serata che propone testimonianze e interviste con protagonisti, famiglie, giornalisti, fuggiti dal loro paese, spezzoni di documentari, musica live del Kaboul Ensemble.
 

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Dalla caduta di Kabul in mano ai Talebani, la situazione si è fatta drammatica con una fuga in massa dall’Afghanistan, con una situzione economica estrema che condanna parte della popolazione alla fame e con prospettive alquanto cupe in particolare per le donne. A 25 anni di distanza è ritornato l’incubo dell’oscurantismo e dell’intolleranza religiosa. La serata prodotta da Roberto Antonini condotta da Francesca  Mandelli, con la regia di Philippe Blanc, si prefigge di raccontare in tutte le sue articolazioni la realtà di un paese in guerra da ormai oltre 40 anni. Perché i talebani sono tornati al potere? Perché gli afghani non hanno saputo resistere. In che modo la presenza americana ha comunque cambiato il paese? E cosa possiamo aspettarci in futuro? Cosa possiamo fare per aiutare la popolazione di quel paese? Interrogativi ai quali sono chiamati a rispondere gli ospiti, tra cui la Principessa Soraya Malek nipote del re Amanullah, il grande modernizzatore del paese; Maasood Senjar, il giornalista più celebre del paese, direttore della radio afghana Ansar FM fuggito all’arrivo dei talebani; e Jamileh Amini, da anni rifugiata in Ticino. Ma Afghanistan non è solo guerra: il paese può contare su una forte tradizione culturale, poetica e musicale, che la serata pubblica vuole ricordare e presentare in tutta la sua ricchezza e intensità.

 

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