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Serate d’ascolto 2017 a Bellinzona

di Giuseppe Clericetti

  • 26.12.2017, 21:30
Serate d’ascolto 2017 a Bellinzona
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PRIMA FILA
Da martedì 26 a venerdì 29 dicembre 2017 alle 20:30

Anche quest’anno, per la 25.ma edizione consecutiva, si sono svolte le “Serate d’ascolto”, ideate e volute dal Dicastero Cultura della Città di Bellinzona in collaborazione con la RSI. Rete Due propone la diffusione di quattro incontri, svoltisi nella cornice della Sala del Consiglio comunale della Turrita tra maggio e dicembre.


Martedì 26 dicembre Giada Marsadri
parla delle “Eroine in Puccini”.
Rispetto ai colleghi coevi, Puccini mette al centro delle sue opere donne che decidono, agiscono, sono protagoniste delle loro vite. Le sue eroine – i cui nomi danno il titolo a quasi tutte i lavori operistici del compositore – evolvono con lo svolgersi della storia, grazie all’introspezione psicologica che opera Puccini. Tosca - colei che visse d’arte e d’amore - non cede al ricatto di Scarpia e lo pugnala e morte, Madama Butterfly sceglie il proprio destino e decide di fare harakiri, Turandot dapprima vendica l’antenata stuprata e poi, di fronte al suo popolo, mente per non tradire chi l’ama… Attraverso alcune delle arie più belle che Puccini ha regalato alle sue eroine, si analizzerà il cambiamento della figura femminile nel melodramma.

Mercoledì 27 dicembre Bianca Maria Antolini ci parlerà di un tema curioso.
Musiche con dedica, inedite prospettive per la musica di ieri e di oggi: dietro alle dediche che molto spesso accompagnano le composizioni di musica, si celano i diversi rapporti tra i musicisti e il mondo – musicale e non – in cui vivono. Che si tratti di rapporti di lavoro (la dedica è un modo di promozione professionale, o un omaggio a un personaggio potente che può essere utile nella propria carriera), o di amicizia, di discepolato, di profonda condivisione di idee estetiche, la dedica ci racconta storie di musicisti consapevoli del proprio ruolo e dell'importanza della propria musica. Questi aspetti verranno affrontati attraverso singoli casi (Monteverdi, Bach, Schumann, Liszt, Wagner, Stravinskij,...), dal Rinascimento fino al primo Novecento.

Giovedì 28 dicembre sarà la volta di un’altra musicologa, attiva in Svizzera, Vincenzina Ottomano, docente all’Università di Berna.
“Cantar d’amore”: il duetto d’opera tra seduzione, erotismo e gelosia: fin dalle origini dell’opera il duetto fu usato come mezzo principale per dare risalto ai conflitti drammatici o alla consonanza sentimentale di due personaggi. È proprio all’interno del duetto che a un tempo drammatico per così dire “realistico” si aggiunge un tempo “melodrammatico” fluttuante, variabile che rallenta o ristagna per lasciare spazio agli stati d’animo: in questo tempo drammatico “irreale” i due personaggi esprimono sentimenti forti, in una escalation che arriva al culmine della tensione drammatica. Ma in moltissimi casi – spesso per motivi di censura – è la musica stessa a costruire metafore sonore (erotiche, di vendetta, di odio) laddove le parole o le immagini non potrebbero esprimersi palesemente. Ma come può la musica dipingere emozioni che i personaggi non vogliono o non possono dire a voce?

Chiuderà la settimana, venerdì 29 dicembre, Giuseppe Clericetti, che dedica la serata a Orfeo: dagli albori del melodramma a Vinicius de Moraes: Clericetti prende in considerazione il mito d'Orfeo, preso d'assalto dal melodramma sin dai primi passi, con l'Euridice di Peri & Caccini e l'Orfeo di Monteverdi. Con numerosi riferimenti e gustosi ascolti, vivremo una passeggiata virtuale attraverso i secoli, fino ad arrivare al Novecento di Stravinskij e all'Orfeo negro di Moraes: e oltre...

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