Nello sci, attualmente solo al maschile, a livello di squadra siamo fortissimi. E non è una novità, basta infatti andare a guardare la classifica per nazioni della Coppa del Mondo, in cui i ragazzi rossocrociati guardano tutti dall’alto al basso. È quindi cosa logica che, dopo la tripletta ai Mondiali di Saalbach, quando la combinata a squadre è stata introdotta per la prima volta, anche qui a Bormio, nell’esordio della disciplina ai Giochi, i rossocrociati potessero recitare un ruolo da protagonisti. E questo nonostante in un anno gli slalomisti abbiano fatto un mezzo passo indietro, confermato dalle controprestazioni di Meillard (15o tempo), Iten (17o) e Yule (20o e ultimo).
Può sembrare allora che la marcia trionfale verso la sommità dell’Olimpo sia stata vissuta come poco più di una scampagnata da parte dei nostri prodi alfieri che, abituati ad affrontare da soli i trionfi e i fallimenti, hanno perfino potuto condividere il peso delle responsabilità con il compagno di turno. E invece, tutto il contrario. Da una parte chi sale al cancelletto per la manche di slalom è lì anche per riscattare una controprestazione del collega o per confermare una buona prova, dall’altra chi ha già corso al mattino attende con trepidazione chi deve ancora scendere.
E la tensione tra i velocisti elvetici, uniti nella zona del parterre dedicata alle squadre, è davvero palpabile. Arrivano tutti assieme, quasi a ridosso dell’inizio della gara, e srotolano le bandiere da mettersi al collo. Monney, primo della classe la mattina a 17 centesimi da Franzoni, ha già lo stendardo che gli copre la schiena. Seguono tutti la gara di Iten, che non può granché dopo il 14o posto di Rogentin, e poi restano in attesa per un periodo che sembra infinito. Sono coinvolti da questa gara a cui non si è ancora troppo abituati nel mondo dello sci, seguono insieme al finlandese Lehto l’ottima manche di Hallberg e osservano con un filo di apprensione le prove degli austriaci.
Infine arriva il loro turno. Dapprima Von Allmen, che sembra capire subito che Nef sta per compiere un capolavoro: il suo è un incitamento sicuro, di chi sa che può avere piena fiducia nel compagno, che raggiunge con una corsa folle fin dall’altra parte della zona d’arrivo. Poi tocca ad Odermatt tifare Meillard: il cronometro è inesorabile, si capisce presto che l’oro è andato e allora si spera di stare davanti a Kriechmayr e Feller. Stesso tempo e ancora due avversari al cancelletto, la camminata è più lenta. È il turno di Monney: mani giunte e tanti sospiri. Evidentemente sa che Yule deve estrarre da cilindro qualcosa che ultimamente non gli riesce più. Infatti gli tocca sprofondare dal secondo al 13o posto e andare a consolare il compagno, consapevole di aver sciupato una grossissima occasione e per questo fortemente amareggiato. Tutti aspettano Vinatzer, che manca completamente il risultato, è il momento dei festeggiamenti e di sciogliere questa tensione condivisa a cui nessuno qui è abituato.
Milano Cortina 2026, lo slalom nella combinata a squadre U di Tanguy Nef (LA2 Sport Live 09.02.2026, 14h00)
RSI Sport 09.02.2026, 14:45
Milano Cortina 2026, lo slalom nella combinata a squadre U di Loïc Meillard (LA2 Sport Live 09.02.2026, 14h00)
RSI Sport 09.02.2026, 14:47
Milano Cortina 2026, lo slalom nella combinata a squadre U di Daniel Yule (LA2 Sport Live 09.02.2026, 14h00)
RSI Sport 09.02.2026, 14:50




