OLIMPIADI - CURLING

Due cuori… non di pietra: tocca agli Schwaller rompere il ghiaccio

L’esordio della Svizzera si gioca tutto in famiglia, dove buon sangue non mente

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Primo scoglio l'Estonia

Primo scoglio l'Estonia

  • Instagram/xbriarx
Di: Nicola Rezzonico, inviato

Chi ha detto che bisogna attendere pazientemente il via ufficiale? Il doppio misto di curling, ancora una volta, brucerà tutti in partenza. Altro che venerdì: per noi e per la Svizzera, di fatto, le Olimpiadi iniziano quest’oggi, nella maniera più romantica possibile. L’onore e l’onere di scagliare la prima pietra (sorvolando su eventuali peccati di cui non siamo a conoscenza…) toccheranno infatti ai coniugi Schwaller, uno fianco all’altra sul rink come nella vita di tutti i giorni. E quando le mani si staccheranno per la prima volta da quel granito che ha reso celebre l’isola di Ailsa Craig (Cortina non fa eccezione: tutte le stone provengono rigorosamente dalla stessa cava, situata al largo della costa scozzese), allora la coppia potrà fregiarsi di un primo, grande traguardo olimpico, ovvero l’esordio condiviso. Perché su questo palcoscenico sarà tutto nuovo sia per lui, Yannick, sia per lei, Briar.

Se il 30enne si presenterà con aspirazioni non da poco anche nel torneo maschile, forte dell’argento iridato conquistato lo scorso aprile, per la compagna non era affatto scontato coronare il sogno olimpico. Tre anni fa, in effetti, il fragoroso allontanamento dal team Tirinzoni per “differenze di vedute” era suonato come un addio pressoché inevitabile al mondo del curling a quattro. Difficile riorganizzarsi, impensabile ripartire da zero in vista di questi o dei prossimi Giochi, considerando altresì l’impiego come docente di scuola elementare. L’unica chance, quindi? Virare per l’appunto sul doppio misto, assieme al marito.

Ed è così che, dopo i test di rodaggio eseguiti ai Mondiali 2023 e 2024, i due apriranno la caccia alla prima medaglia di coppia ispirandosi fruttuosamente alle storie di famiglia, da una parte come dall’altra. Basti pensare al bronzo vinto da Christof e Andreas Schwaller - padre rispettivamente zio di Yannick - a Salt Lake City 2002, oppure all’oro di Patrick Hürlimann - papà di Briar - a Nagano 1998. Senza dimenticare il bronzo mondiale di mamma Janet, risalente al 1992. Insomma, in questo punto congiunto dell’albero genealogico pare essersi condensato il meglio del curling elvetico. Non ce ne vogliano Canada e Norvegia, le altre squadre composte da due sportivi innamorati: il DNA è senz’altro dalla nostra. Speriamo allora, sin dal debutto contro i minacciosi estoni, di non doverci rimanere… di sasso.

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Il servizio con Fabrizio Albonico (Rete Uno Sport 04.02.2026, 07h00)

RSI Sport 04.02.2026, 06:35

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Rete Uno Sport 04.02.2026, 07:15

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