Potranno anche averlo rinominato “Mexico City Stadium” per questo Mondiale, oppure “Estadio Banorte” per motivi di sponsorizzazione. Ma questo è e resterà per sempre, e per tutti, l’Estadio Azteca, iconico catino teatro di alcune delle partite più entusiasmanti della storia del calcio, che stasera ospiterà per la terza volta una gara inaugurale della Coppa del Mondo. Era già successo sia nel 1970 che nel 1986, edizioni che sarebbero poi entrate negli annali grazie ad alcuni incontri memorabili. Giocati, ça va sans dire, in uno degli stadi più belli e leggendari al mondo.
Messico-Sudafrica sarà la 20a partita valida per una Coppa del Mondo giocata all’Azteca (ovviamente record assoluto) e delle 19 già disputate ce ne sono alcune che è impossibile dimenticare. Come la semifinale del ‘70 Italia-Germania Ovest, terminata 4-3 dopo un supplementare con ben cinque reti e - a ragione - eletta come partita del secolo, come recita la targa fuori dall’impianto. Oppure la finale dello stesso anno, la sublimazione del calcio bailado brasiliano con Pelé a guidare i verdeoro verso il terzo titolo della propria storia. Sedici anni dopo poi, Argentina-Inghilterra: due lampi di genio da parte di Maradona sul palcoscenico più importante di tutti.
Stasera dunque, l’Azteca tornerà a respirare aria Mundial, dopo gli ammodernamenti durati due anni che l’hanno tenuto chiuso fino a marzo. Chissà fino a quando potremo goderci questo catino mitologico, con le sue pareti di cemento che viste da sotto sembrano immense. Il terreno sotto lo stadio sta cedendo (1,5cm al mese!), tanto che la NASA lo ha messo sotto osservazione. Ma nonostante l’età - 60 anni tondi tondi - alle 21h00 metterà nuovamente il vestito della festa. Pronto a essere una volta di più protagonista assoluto.
Mondiali, l’Azteca è pronto al suo terzo Mondiale (10.06.2026)
RSI Sport 10.06.2026, 22:35

Rete Uno Sport
Rete Uno Sport 11.06.2026, 09:30
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