Evoluzione umana (iStock)

“A cosa pensava Darwin? Piccole storie di grandi naturalisti”

a cura di Clara Caverzasio

Il giardino di Albert
Sabato 30 aprile 2016 alle 18:00

Replica domenica 1. maggio 2016 alle 10:35

 

Cos’è che all’inizio degli anni '70 ha spinto una giovane scienziata nel cuore della foresta pluviale indonesiana a studiare gli oranghi? E com’è che Nikolaas Tinbergen riuscì ad ottenere il Nobel nel 1973 grazie ai pesciolini di un acquario di Oxford che si agitavano alla vista di un furgone rosso? Le risposte a queste e ad altre domande si trovano ora nel libro “A cosa pensava Darwin? Piccole storie di grandi naturalisti” (Hoepli) di Alfonso Lucifredi, giovane naturalista che ha voluto narrare in modo piacevole e coinvolgente pregi e difetti, vicissitudini e successi di alcuni tra i più grandi naturalisti dall’800 ad oggi. E questo perché di questi scienziati un po’ atipici, un po’ più avventurosi e anche più solitari rispetto allo scienziato classico-, ovvero i naturalisti, si parla e si scrive davvero poco (eccezion fatta per Darwin, il padre della teoria dell’evoluzione). Eppure si tratta di personaggi straordinari, accomunati oltre che dall’amore incondizionato per la Natura, dalla testardaggine, dallo spirito indomito, dalla curiosità e dall’empatia. La carrellata proposta da Lucifredi, non a caso inizia da alcune grandi primatologhe ed etologhe: un omaggio a donne che hanno affrontato difficoltà di ogni genere per riuscire a lavorare sul campo, pregiudizi maschilisti compresi.

Come è il caso di Jane Goodall, la grande etologa che per prima studiò gli scimpanzé in Tanzania, nonché e paladina dell’ambiente e di una scienza dal volto “umano”, che sentiremo assieme ad Alfonso Lucifredi nel Giardino di Albert di sabato 30 aprile 2016.