A Vaglio, frazione del neonato comune aggregato di Capriasca, viene perpetrata una tradizione che affonda le sue radici lontano nel tempo: la mazza del maiale. Non una normale macellazione industriale, ma un’attività quasi famigliare, svolta alla luce del giorno negli stessi luoghi in cui l’animale ha vissuto ed eseguita (anche) dalle medesime mani che l’animale lo hanno allevato. Un rituale esplicito, crudo, poco in linea con la sensibilità di una società abituata a nascondere la morte delle bestie, ma in fondo figlio di una civiltà legata a doppio filo alle attività contadine che sta via via scomparendo. I protagonisti sono Fabrizio Galli, macellaio, e i contadini Giordano e Donato Quadri e Riccardo Fumasoli. Da “Pan e cafè”, 28.01.2002. Di Marco Horat e Mino Müller.

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La mazza: una tradizione che (ri)vive
Pan e cafè, 28 gennaio 2002
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