Da venerdì 12 giugno

Una nuova trasmissione per i Mondiali americani 

Gollywood, la nuova trasmissione condotta da Elias Bernasconi

  • Un'ora fa
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Gollywood

RSI Programmi 03.06.2026, 11:49

I Mondiali di calcio sono alle porte. Con la cerimonia di apertura e il primo calcio di inizio previsti per giovedì 11 giugno, il tifo comincia a farsi sentire. E anche per questa edizione la RSI è pronta ad offrire al pubblico una copertura completa dell’evento, trasmettendo tutte le partite in diretta su LA 2, in streaming o sul Play RSI, oltre al commento in radio di tutte le partite della Nazionale e della finale del 19 luglio. Non mancheranno i programmi di commento e analisi sportiva, come Gollywood, in partenza venerdì 12 giugno, condotto dal giornalista sportivo Elias Bernasconi, al quale abbiamo rivolto qualche domanda. 


Con l’inizio dei Mondiali parte anche il nuovo programma RSI, Gollywood, puoi già svelarci qualcosa?  


Gollywood vuole essere uno spazio nel quale trattare il Mondiale a tutto tondo, anche in maniera spensierata. La trasmissione si posiziona, infatti, un’oretta prima del calcio d’inizio della prima partita della giornata, che, a causa della differenza d’orario avverrà tra il nostro tardo pomeriggio e la nostra la sera, rendendo Gollywood il primo programma della giornata calcistica. In questo modo, anche se le nazionali più attese dovessero giocare a notte fonda, noi avremmo comunque la possibilità di tornare sulle loro partite il giorno dopo.   


Il nome del programma ha un chiaro richiamo al cinema, perché questa scelta? 


Abbiamo voluto giocare un po’ con Hollywood e l’immaginario del cinema, soprattutto dato che la base della Svizzera sarà San Diego, in California. Ad esempio, il nostro studio – dove Alberto Regazzoni e Tito Tarchini saranno ospiti fissi – è pensato per sembrare uno studio cinematografico, e noi saremo lì su tre sedie da registi pronti a rivivere le emozioni del giorno prima cercando di attribuire “l’Oscar” e “il flop al botteghino” della giornata. 


Quindi il programma non sarà solo commento sportivo tecnico? 


No, Gollywood vuole essere uno spazio un po’ diverso dal solito, con dei toni un po’ più rilassati rispetto alla tipica analisi delle partite. Avremo anche dei momenti di approfondimento e dei format un po’ particolari, come, ad esempio dei contributi di Jonas Marti che ci racconterà qualcosa sulle Nazioni come Curaçao, Capo Verde, Panama, Haiti, Uzbekistan e Giordania che non hanno mai partecipato alla Coppa del Mondo. Ci collegheremo anche con il nostro inviato per la Nazionale svizzera, Gianluca Pusterla, che, direttamente da San Diego, ci darà la percezione del Mondiale tra la gente soprattutto negli Stati Uniti, dove il calcio non è uno sport così seguito.  

Gollywood è stato pensato insieme a Fabio Dotti, che mi affiancherà dalla regia, e per me è un programma molto importante perché è il primo che ho avuto l’opportunità di curare interamente io. Ma ci tengo a sottolineare che non sarà un varietà come quello di grande successo che faceva Andrea Mangia. Per questo Mondiale non proporremo questo formato, essenzialmente per questioni di palinsesto: non è possibile avere un programma serale di varietà quando l’ultima partita si chiude, magari, alle 07:00 del mattino ora svizzera.  


Questi Mondiali si svolgono in tre Paesi e attraverso diversi fusi orari, è una situazione che porta delle difficoltà nel gestirne la copertura? 

Assolutamente sì e noi siamo pronti alla sfida. La RSI trasmetterà tutte le partite in TV e in streaming con commento in diretta. La programmazione sportiva della giornata sarà molto ricca. Oltre alle partite e le abituali trasmissioni di commento e analisi, avremo anche programmi come il già citato Gollywood e La tribù del calcio che andrà in onda in mattinata e sarà condotto da Paolo Guglielmoni, Fabrizio Casati, Danny Rauseo e Axel Belloni e proposto in mattinata su Rete Uno e LA 2. Chiaramente, la differenza di orario impatta parecchio la programmazione. Prevediamo di andare avanti in studio fino alla mezzanotte e, in base a come dovesse andare la Svizzera e agli orari delle sue partite, siamo pronti ad aprire lo studio a qualsiasi ora dovesse servire.  


Spostandoci sull’aspetto più sportivo, cosa ti aspetti da questo Mondiale? 


Per la prima volta sarà un mondiale a 48 squadre. Ci sarà veramente la possibilità di vedere tante scuole calcistiche, anche molto diverse, che mai abbiamo visto in una fase finale di un Mondiale. Allo stesso tempo, ormai da qualche anno, sembra esserci un livellamento importante verso l’alto anche di quelle nazionali che a livello di formazione non presentano nomi così blasonati. Quindi io mi aspetto comunque un Mondiale combattuto dove potrebbero emergere delle sorprese. È anche un Mondiale che dura tantissimo: comincia l’11 giugno e finisce il 19 luglio. Insieme al forte caldo che ci si aspetta, la durata sarà un fattore da considerare. Poi sarà interessante vedere la risposta del pubblico ospitante, soprattutto statunitense e canadese.  


Secondo te, quali sono le squadre favorite?  


Sicuramente, l’Argentina che proverà a ripetere la vittoria del 2022. Però attenzione anche ad altre squadre… Penso alla Spagna e al Brasile di Carlo Ancelotti che ha saputo anche far vibrare la piazza verdeoro con una chiamata romantica come quella di Neymar. Naturalmente occhi puntati anche su una Francia che, già solo guardando i giocatori che ha lasciato a casa, dà un’idea della forza della sua squadra. 


E la Svizzera? 

La Svizzera secondo me deve capire che cosa vuol fare da grande. Arriviamo da un europeo dove siamo riusciti a farci notare. È una Svizzera che era uscita molto male dall’ultimo Mondiale con quel 6-1 contro il Portogallo che a tanti giocatori ancora non è andato giù. È una Svizzera chiamata al salto di qualità ulteriore per giocarsela davvero con le migliori al mondo. Secondo me c’è tanta fiducia, perché il percorso con Murat Yakin – lo stiamo vedendo in questi mesi – è positivo. Forse bisognerà proprio capire se effettivamente il gruppo è riuscito a maturare la consapevolezza dei propri mezzi per non ritrovarsi a fare i conti con una cocente eliminazione, come quella del 2022. Naturalmente, sognare – soprattutto nella terra del grande cinema – non costa nulla, consapevoli di come gli ottavi di finale siano decisamente alla portata. 

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