A+ A++ A+++ Aiuto! / Truffati e abbandonati / Sprechi sanitari

Settimanale di inchiesta e informazione sui diritti dei cittadini e dei consumatori www.rsi/pattichiari A cura di Lorenzo Mammone

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Puntata del 29.04.2016

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A, A+, A++, A+++. Cosa vi ricordano queste sigle? Non è un codice segreto bensì una classificazione che tutti i consumatori che acquistano un elettrodomestico dovrebbero conoscere. Ebbene sì, stiamo parlando dei certificati energetici, quegli adesivi colorati che classificano con la lettera G gli elettrodomestici meno ecologici fino a premiare con la sigla  A+++ quelli più virtuosi. Tutti li avrete visti almeno una volta, ma siete sicuri di conoscerli veramente?

Sapete a quale lettera corrisponde la sufficienza? Una A significa che l’apparecchio consuma poco? E quei + che compaiono al suo fianco cosa significano?

Patti chiari mostra, nel servizio di Barbara Zen e Paolo Conti,  che quella classificazione nasconde un mondo di verità omesse e di false illusioni. Non solo. Sotto accusa sono finiti anche i test per stabilire la classe energetica degli elettrodomestici. Come vengono effettuati? Da chi? E quanto sono affidabili?

Patti chiari ha aperto le porte degli elettrodomestici e delle industrie che li producono e li testano e ha scoperto l’inverosimile. Tutto quello che il consumatore non sa sugli apparecchi elettrici che si tiene in casa.

 

Truffa in salsa grigionese

9 dicembre 2008. A Lugano nasce la Spirit on media. La ditta, succursale di una compagnia straniera con sedi in Germania e Inghilterra, dice di voler investire nei media digitali con la diffusione via satellite di alcuni canali televisivi a pagamento.

A chi è disposto ad acquistare le azioni della società, si promettono guadagni stratosferici. E sono in molti a credere nel presunto affare, soprattutto nel Grigioni italiano dove risiedeva il principale artefice dell’operazione. C’è chi investe decine di migliaia di franchi, chi addirittura tutto il proprio patrimonio costituito da cifre a sei zeri. Tutto sembra andare a gonfie vele: il titolo della società viene quotato alla borsa di Francoforte, dove però viene “pompato” illegalmente da pochi investitori. Il valore della società raggiunge addirittura i 350 milioni di euro.

Ma quando finalmente gli azionisti decidono di passare alla cassa per farsi restituire il capitale investito scoprono che i loro titoli non valgono più nulla. Ben 5 milioni di franchi suddivisi fra circa 200 investitori (solo in Svizzera), si erano volatilizzati.

Nel 2010, quando il malandazzo viene alla luce, le principali vittime sporgono denuncia al Ministero pubblico per truffa e appropriazione indebita. Assieme ai colleghi della trasmissione Kassensturz, Patti chiari svela, nel servizio di Igor Staeheli e Remy Storni, i retroscena di una vicenda inquietante dove i principali indiziati sono rimasti impuniti. E dei soldi delle vittime naturalmente non c’è più traccia.

 

Sprechi sanitari

Quella che racconta Patti chiari è la storia di uno spreco. 100 milioni di franchi all’anno buttati via dalle casse malati. A tanto ammonta infatti la differenza di prezzo di tanti dispostivi medici (dalle garze alle cavigliere, dalle stampelle alle siringhe monouso fino alle bende) se vengono acquistati pagando di tasca propria, o se ci si presenta in farmacia con una ricetta medica.

Il prodotto è sempre lo stesso, ma il prezzo cambia. Di molto. Moltissimo. Anche otto volte di più. Ma come è possibile?

La spiegazione sta in una lista, chiamata EMAp: elenco dei mezzi e apparecchi medici. Sta scritto tutto lì. Prezzi compresi.

Ma la cosa assurda è che quei prezzi sono stati fissati dall’Ufficio federale della salute. L’autorità è a conoscenza di questa situazione, che si trascina da anni, ma non interviene.

Perché? I retroscena di uno spreco sanitario assurdo, che alla fine pagano tutti gli assicurati.

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