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Airbag: quando anziché salvare può uccidere

Un detonatore che invece di salvare può uccidere. È l’incubo degli airbag difettosi prodotti dalla giapponese Takata. Responsabili nel mondo di almeno 44 morti. In caso di incidente, la capsula esplodendo può scagliare schegge metalliche come una granata

  • 38 minuti fa
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Airbag: quando anziché salvare può uccidere

Patti chiari 29.11.2025, 11:00

  • SRF
Di: di Emanuele Di Marco, Marco Dorici 

In Svizzera si stima che oltre 93’000 veicoli circolino ancora con questi airbag potenzialmente letali (dato USTRA). Ma i conti non tornano: solo quattro marche (BMW, Volkswagen, Citroën e Toyota) superano già le 98’000 unità richiamate. E il numero reale è probabilmente più alto. E non solo perché sul web e dai demolitori si vendono airbag usati Takata difettosi, spesso senza possibilità di verificare il numero di telaio.

Patti Chiari ha seguito alcuni automobilisti svizzeri che vivono con questa spada di Damocle a 50 centimetri dal volto.

Claudio Cerin ha scoperto per caso che la sua Volkswagen di 15 anni è a rischio. Ma il costruttore non l’ha ancora richiamata: “Spero che non mi scoppi nel naso”, dice allarmato.

Maguy Scaglia (Citroën C3) ha dovuto aspettare settimane per la sostituzione e nessuno l’aveva avvisata che era meglio non guidare.

Un’altra automobilista ticinese ha atteso un mese senza auto sostitutiva.

E c’è pure chi, con la sua Opel, ha percorso 200’000 km con l’airbag difettoso sotto il naso. E solo di recente ha ricevuto la lettera di richiamo che l’avvisava che, in caso di incidente, poteva morire lei e anche gli occupanti del veicolo. Sempre per colpa di un airbag difettoso Takata: “Un brivido nella schiena”, racconta.

I costruttori hanno iniziato i richiami già nel 2010. Ma in Svizzera i tempi sono stati lunghissimi. Opel, per esempio, dà la priorità alle auto più vecchie e a quelle usate in climi caldi-umidi (non proprio il caso della Svizzera). Risultato: chi ha un’auto di 15 anni può ancora aspettare. E nel frattempo deve ricordarsi di controllare periodicamente il sito del costruttore… se ci pensa.

E mentre si aspetta, gli airbag difettosi continuano a circolare anche sul mercato dell’usato: Patti Chiari ne ha trovati in vendita online, uno dei quali - verificato col telaio – era proprio tra quelli sottoposti a richiamo.

Una situazione che lascia sbalorditi: dopo oltre 15 anni dallo scoppio dello scandalo e nonostante in Francia sia stato ordinato lo “stop drive” per migliaia di Citroën C3 e DS3, in Svizzera c’è ancora chi guida con una potenziale bomba a bordo.

Chi ha un’auto può verificare se è dotata di un airbag Takata. Per saperlo, occorre inserire il numero di telaio del veicolo sul sito internet del costruttore. La sicurezza non può aspettare anni.

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