PATTI CHIARI 13.02.2026

A tutta moka

Test di Patti chiari su 20 caffè venduti dalla grande distribuzione. Sarà vero che “chi più spende, meno spende?” - La classifica 

  • Ieri, 22:30
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Patti Chiari

Patti chiari 13.02.2026, 20:40

  • iStock
Di: Alessandra Spataro, Lorenzo Pomari 

La moka è uno strumento che si tramanda di generazione in generazione: semplice, pratica e, a prima vista, facile da usare. Resiste ancora oggi in un mondo invaso da capsule e macchinette per espresso. In commercio troviamo un’ampia gamma di caffè pensati appositamente per la caffettiera: in grani, macinati, 100% arabica, robusta, grado di acidità… Ogni confezione riporta informazioni diverse e, spesso, non sempre chiare o complete. E il consumatore come può orientarsi tra pregi e difetti?

Patti Chiari ha deciso di testare 20 caffè venduti dalla grande distribuzione. Nel nostro carrello sono finiti prodotti economici e più costosi, alcuni torrefatti in Ticino e due decaffeinati. Per la valutazione ci siamo affidati a un vero esperto: l’assaggiatore professionista Andrej Godina, che ha analizzato profumo, macinatura, tostatura e infine il gusto. I punteggi? Da 0 a 10, con il 6 che rappresenta la sufficienza. Per la preparazione delle nostre 20 moke abbiamo potuto inoltre contare sulla professionalità di Simona Aquilia.

Chi ha vinto, chi ha perso

Ma chi ha vinto? Al primo posto si è classificato il Kaffa Medium 100% arabica venduto da Manor: un caffè mono-origine etiope, il più costoso del nostro test (4,23 CHF/100 grammi). Ma non è solo in cima al podio: con un punteggio di 8,5 troviamo anche il decaffeinato Bio Decaf Naturaplan di Coop (2,60 CHF/100 grammi). Bene anche un caffè torrefatto in Ticino, il Caffè Ferrini per Mocca, che ha ottenuto un solido 8 (2,60 CHF/100 grammi). Tra i migliori figurano inoltre un grande classico come il Lavazza Qualità Oro (3,18 CHF/100 g), il Bio Ground Coffee della Lidl (1,68 CHF/100 grammi) e un altro decaffeinato, l’HAG (3,80 CHF/100 grammi).

Ecco qui la classifica:

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In totale, 12 caffè su 20 hanno ottenuto voti dall’appena sufficiente al molto buono. Otto invece sono risultati insufficienti. In tazza, per questi prodotti, il nostro esperto ha rilevato sentori sgradevoli come “odore di caminetto”, “verdura marcia” e persino “terra del sottobosco”. Da notare che diversi caffè insufficienti sono anche i meno cari, come il Caffè Nero di Denner (0,70 CHF/100 grammi) e il Caffè Emilia della Lidl (0,79 CHF/100 grammi), che chiude la classifica con un voto di 2.

Il test nel test

All’interno del nostro lavoro abbiamo realizzato anche un “test nel test” dedicato a uno dei caffè più conosciuti nella Svizzera italiana: il Chicco d’Oro Tradition. Risultato sorprendente: la variante macinata ha ottenuto un 7, mentre quella in grani solo un 3,5, praticamente la metà. Le ragioni? Forse un problema nello stoccaggio dei chicchi.

Oltre gli assaggi

Oltre ai test sensoriali, abbiamo voluto capire come si ottiene un caffè decaffeinato. Per questo siamo stati a Trieste, in una delle poche aziende specializzate nella decaffeinizzazione. Inoltre, abbiamo analizzato le informazioni riportate sulle confezioni dei caffè acquistati. In diversi casi erano ridotte al minimo o addirittura inutili, come la dicitura “caffè non prodotto in Unione Europea”: un’ovvietà, visto che il caffè cresce soltanto nelle regioni equatoriali. La legge svizzera, su questo aspetto, è piuttosto permissiva: sulle confezioni basta indicare dove la materia prima è stata torrefatta; eventuali informazioni aggiuntive restano una scelta del produttore.

  • Presa di posizione - ALDI.pdf
  • Presa di posizione - Caffè Antico.pdf
  • Presa di posizione - Caffè Condor.pdf
  • Presa di posizione - Caffè Ferrini.pdf
  • Presa di posizione - COOP.pdf
  • Presa di posizione - Denner.pdf
  • Presa di posizione - LIDL.pdf

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