“Dopo la mia lamentela la fattura si è più che dimezzata”. “È un errore delle segretarie, rimborsiamo subito.” Sono i risultati delle proteste di due pazienti che si sono ritrovati fra le mani delle fatture gonfiate che hanno contestate al proprio medico. Dal 2022 è obbligatorio: ogni paziente deve ricevere copia dei conteggi di visite e prestazioni sanitarie. Ma quanti verificano i giustificativi? Quanti si accorgono di imprecisioni, sviste, veri e propri errori o addirittura frodi? Patti chiari ha incontrato cittadini arrabbiati per aver scoperto fatture che ai loro occhi proprio non tornavano. Fatture che vanno a pesare sul borsellino ma anche sui costi della salute e sui premi di cassa malati sempre più elevati, soprattutto in Ticino, il cantone che nel 2026 ha registrato l’aumento percentuale e il premio più elevati della Svizzera.
Casi isolati? Non proprio. Secondo un sondaggio dell’ACSI, l’Associazione consumatrici e consumatori della Svizzera italiana, che tutela anche i pazienti, ben il 60% dei partecipanti ha ricevuto almeno una volta una fattura sbagliata. Sempre secondo l’ACSI, i casi che vengono alla luce sono solo la punta dell’iceberg. Perché? “È laborioso, bisogna affrontare il medico o l’operatore sanitario, fare delle domande e si può rischiare di rompere il rapporto di fiducia tra medico e paziente. Il tema è molto delicato”, afferma Cecilia Della Torre di Infopazienti.
Uno dei motivi principali delle contestazioni è la durata delle visite. A Patti chiari dei pazienti raccontano che consultazioni di 10 minuti sono state conteggiate 25 minuti o 8 minuti sono lievitati a 20 minuti. E quando hanno protestato? Le fatture sono state corrette e l’importo si è dimezzato.
Fatture corrette anche da un fisioterapista che ha eseguito sedute di gruppo, ma sul conteggio del paziente erano indicate come terapie individuali, molto più care. Stessa cosa per uno studio medico che ha inserito maggiorazioni per urgenze quando le visite si erano svolte in fasce orarie non fatturabili come urgenti. E gli esempi non finiscono qui: date delle visite sbagliate, doppioni, ossia voci ripetute più volte o camuffate dietro altre prestazioni, senza dimenticare i conteggi per trattamenti mai eseguiti o per visite che non hanno addirittura mai avuto luogo. Per risolvere le situazioni più problematiche ci si può rivolgere anche alla Commissione deontologica dell’Ordine dei medici del Canton Ticino. Vigila sul rispetto delle norme etiche e professionali, esamina segnalazioni, indaga su presunte violazioni e propone sanzioni.
E le casse malati? Per legge devono sorvegliare l’economicità delle prestazioni. Dalle loro verifiche emergono ogni anno 4 miliardi di franchi di conteggi ingiustificati. Un’enormità. Interpellata da Patti chiari Andrea Stöckli, responsabile della gestione dei costi e delle prestazioni di Helsana, dichiara: “nella maggior parte dei casi non c’è intenzionalità, sono errori che possono capitare. Se troviamo fatturazioni eccessive, dialoghiamo con il fornitore di prestazioni per comprenderne i motivi e, se necessario, richiediamo il rimborso. Sono soldi che spettano ai nostri assicurati”. Helsana controlla sistematicamente 26 milioni di fatture all’anno grazie a sofisticati algoritmi. Incrociando dati e controlli, una squadra di analisti va poi a caccia di prestazioni sospette invisibili su una singola fattura. E i conteggi che sfuggono alle verifiche? “È importante avere la segnalazione del paziente perché poi andiamo a verificare il caso, a sistemare la questione per il paziente che l’ha segnalato e a controllare se la cosa è sistematica e se è sistematica poi interveniamo”, sottolinea David Dey, analista di Helsana.
E poi ci sono gli operatori sanitari. Secondo Matteo Dell’Era, medico di famiglia di Airolo le fatture con la cresta sono “inaccettabili anche per rispetto verso i colleghi, che sono la netta maggioranza, che lavorano in modo corretto, etico e con professionalità”. E lui come fattura, come calcola i tempi delle consultazioni? E poi come sta affrontando il Tardoc, il nuovo tariffario ambulatoriale più snello, flessibile e trasparente del Tarmed in vigore da oltre 20 anni? Patti chiari ha seguito il suo lavoro quotidiano mentre si destreggia tra visite, urgenze, lettura di cartelle e naturalmente…fatturazioni. Prova pure ad usare il cronometro. Una missione impossibile. Rispetto al passato i conteggi sembrano più comprensibili per il paziente. Molte prestazioni standardizzati sono ora fatturate a forfait e chiaramente indicate sulla parcella. Non finiscono quindi più sotto la generica voce “consultazione”. Quella somma di 5 minuti che con il Tarmed il paziente faticava a decifrare. Inoltre ora, dopo i primi 5 minuti, si fattura a scatti di 1 minuto. Il rodaggio del Tardoc è iniziato a gennaio. Eviterà le fatture gonfiate? Solo il futuro ce lo dirà. I pazienti lo sperano.




