“Picchiavo perché ero immaturo”, racconta a Patti chiari Taha, rinchiuso nel carcere dell’aeroporto di Kloten, in attesa di venir espulso dalla Svizzera. “La mia violenza veniva da una profonda tristezza interiore”, riflette invece Matteo, un passato turbolento, segnato da botte, risse e condanne. “Ero solo e abbandonato”, constata oggi Fabio, dopo un’adolescenza costellata da una sessantina di capi d’accusa.
Risse, pestaggi, spedizioni punitive e aggressioni condiscono sempre più di frequente le serate dei giovani ticinesi. Patti chiari ha esplorato un fenomeno che preoccupa cittadini, autorità e forze dell’ordine, parlandone direttamente con i protagonisti. Ragazzi segnati da un’adolescenza agitata ricordano le loro serate di fuoco, analizzano i motivi della loro aggressività e raccontano i loro rapporti con la giustizia.
“Patti chiari” farà infine un tuffo dentro la cultura “trap” ticinese, tra canzoni e videoclip che raccontano di un Cantone sconosciuto e insospettabile, caratterizzato da violenza, armi, uso e spaccio di sostanze stupefacenti e misoginia.

