Automobilisti criminalizzati

Puntata del 6.02 - A 85 km/h sul 50: finiscono sul banco degli imputati e condannati alla stessa stregua di veri criminali

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Finire in prigione per un eccesso di velocità, perdere il lavoro perché immortalati da un radar o vedersi rifilare una multa di oltre 10mila fr.- per aver accelerato troppo. Sono alcune delle vicende raccontate a Patti chiari da automobilisti esasperati, trattati alla stessa stregua di veri e propri criminali e che per la prima volta hanno deciso di uscire allo scoperto. Patti chiari ha esaminato alcune sentenze pronunciate in Ticino negli ultimi anni sottoponendole a magistrati e avvocati. E a denti stretti tutti ammettono: la legge è troppo severa. Ma allora le misure sono andate oltre quanto ci si prefissava? Oppure l’inasprimento delle sanzioni si giustifica?

Nel primo servizio sentiamo le storie di tre cittadini e delle conseguenze che Via Sicura ha avuto su di loro. Segue il dibattito in studio con gli ospiti della puntata: Marco Guscio, capo reparto traffico della Polizia cantonale; Michele Isolini, capo Ufficio giuridico della Sezione della Circolazione; gli automobilisti criminali Mattia Colomo e Inti Pablo Filippelli; l'avvocato Rossano Guggiari, fondatore di Uam, Unione automobilisti e motociclisti.

Nel secondo servizio (e nella discussione successiva) parliamo dei Pirati della strada, di coloro che commettono infrazioni gravi del codice stradale, superando questi limiti:

Un pirata della strada è anche colui chi rischia di provocare un incidente con feriti gravi o morti effettuando sorpassi spericolati o partecipando a delle gare. La pena prevista: revoca della licenza di condurre per almeno due anni più una pena detentiva da 1 a 4 anni.
Per essere un pirata della strada, quindi, non è necessario aver effettivamente causato incidenti, feriti o morti.

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Se invece vuoi rivedere la puntata intera, CLICCA QUI.

 

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