In questo mese di aprile Rete Due celebra i 400 anni dalla morte di William Shakespeare.
Il critico letterario statunitense Harold Bloom scrive: “Proprio come Dante, William supera tutti gli altri scrittori, precedenti o successivi, nel sottolineare una suprema immutabilità in ciascuno di noi, una posizione fissa che dobbiamo occupare in eterno, Shakespeare supera tutti gli altri nel mettere in risalto una psicologia della mutevolezza”.
Amleto e Re Lear, Romeo e Giulietta e il Mercante di Venezia, Giulio Cesare e Otello, Iago e Macbeth, Prospero e Miranda…
Caratteri tanto vivi da portare Harold Bloom ad affermare che “la più sconcertante conquista di Shakespeare è aver indicato più contesti per spiegarci l’umanità di quanti noi siamo in grado di proporne per spiegare i suoi personaggi.”
