Il club di Rete Due

CULT Giugno 2016

La memoria è la nostra coerenza

  • 10.06.2016, 10:00
La farfalla rappresenta da sempre la trasformazione nel segno della continuità. Hermann Hesse la definiva “emblema sia dell’effimero, sia di ciò che dura in eterno”. E se liberandosi in volo porta con sé la memoria della crisalide, spesso sa anche adattarsi sorprendentemente al contesto in cui si muove.

La farfalla rappresenta da sempre la trasformazione nel segno della continuità. Hermann Hesse la definiva “emblema sia dell’effimero, sia di ciò che dura in eterno”. E se liberandosi in volo porta con sé la memoria della crisalide, spesso sa anche adattarsi sorprendentemente al contesto in cui si muove.

È il 1985. Oliver Sacks dà alle stampe “L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello”, raccolta di casi clinici in cui alla precisione dell’indagine e dell’analisi scientifica Sacks riesce ad unire limpidezza divulgativa e il calore di uno sguardo empatico, stupito. Le persone ritratte hanno spesso in comune dei problemi neurologici che intaccano il normale funzionamento della memoria e si confrontano con amnesie di vario tipo, come quella strana perdita della capacità di riconoscere le immagini che porta un brillante docente di musica a scambiare, letteralmente, sua moglie per un cappello e provare a prenderne la testa per indossarla… Tra i casi che più colpiscono c’è quello di Jimmie la cui memoria si è fermata al 1945. La sua mente non è in grado di trattenere alcuna informazione per più di qualche secondo facendone un uomo senza ieri, perso in un mondo e in una vita di istanti isolati e sconnessi.

Il caso di Jimmie è introdotto da Sacks con le parole di Luis Buñuel: “Senza memoria la vita non è vita. La nostra memoria è la nostra coerenza, la nostra ragione, il nostro sentimento, persino il nostro agire. Senza di essa non siamo nulla”. In radio lo si sa bene: il presente scompare in un batter d’ali e prendiamo tutti, sempre, le mosse dal passato.

Il 20 di giugno Rete Due, come le altre reti RSI, inaugura il palinsesto estivo che sarà costellato di nuovi programmi e nuove produzioni, a testimoniare l’impegno, lo slancio e la curiosità che cerchiamo di coltivare. Allo stesso tempo ci siamo tuffati nei nostri archivi riemergendone con delle perle: le serie di Roberto Leydi sulla musica, le trasmissioni dedicate al jazz di Pieranunzi, le voci delle grandi personalità italiane che nel corso dei decenni hanno varcato la frontiera contribuendo a fare cultura e aprire gli orizzonti della nostra radio.

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