È il 1985. Oliver Sacks dà alle stampe “L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello”, raccolta di casi clinici in cui alla precisione dell’indagine e dell’analisi scientifica Sacks riesce ad unire limpidezza divulgativa e il calore di uno sguardo empatico, stupito. Le persone ritratte hanno spesso in comune dei problemi neurologici che intaccano il normale funzionamento della memoria e si confrontano con amnesie di vario tipo, come quella strana perdita della capacità di riconoscere le immagini che porta un brillante docente di musica a scambiare, letteralmente, sua moglie per un cappello e provare a prenderne la testa per indossarla… Tra i casi che più colpiscono c’è quello di Jimmie la cui memoria si è fermata al 1945. La sua mente non è in grado di trattenere alcuna informazione per più di qualche secondo facendone un uomo senza ieri, perso in un mondo e in una vita di istanti isolati e sconnessi.
Il caso di Jimmie è introdotto da Sacks con le parole di Luis Buñuel: “Senza memoria la vita non è vita. La nostra memoria è la nostra coerenza, la nostra ragione, il nostro sentimento, persino il nostro agire. Senza di essa non siamo nulla”. In radio lo si sa bene: il presente scompare in un batter d’ali e prendiamo tutti, sempre, le mosse dal passato.
Il 20 di giugno Rete Due, come le altre reti RSI, inaugura il palinsesto estivo che sarà costellato di nuovi programmi e nuove produzioni, a testimoniare l’impegno, lo slancio e la curiosità che cerchiamo di coltivare. Allo stesso tempo ci siamo tuffati nei nostri archivi riemergendone con delle perle: le serie di Roberto Leydi sulla musica, le trasmissioni dedicate al jazz di Pieranunzi, le voci delle grandi personalità italiane che nel corso dei decenni hanno varcato la frontiera contribuendo a fare cultura e aprire gli orizzonti della nostra radio.
