Cult Settembre 2019

Qualcosa che valga la pena

Jonathan Franzen è da molti considerato uno dei più grandi romanzieri contemporanei. L’autore di "Le correzioni e Libertà", alla produzione narrativa associa da sempre anche la saggistica e la sua ultima raccolta del genere, "La fine della fine della terra" (Einaudi), si apre con un testo dal titolo Scrivere saggi in tempi bui.

In queste pagine Franzen concentra la propria attenzione sui social media: "L’assunto su cui si fondano i social media è che anche la più piccola micronarrazione soggettiva meriti (…) una condivisione con altra gente (…) Passiamo le giornate a leggere su uno schermo della roba che non ci degneremmo mai di leggere su un libro stampato, e a lagnarci di quanto siamo indaffarati".

Franzen è molto critico nei confronti dei social e il suo rifiuto di avere un profilo Facebook, un account Twitter, Instagram o altro, gli è valso negli anni l’accusa di essere un retrogrado conservatore e un intellettuale fuori dal mondo, accuse che troverebbero conferma nella sua strabordante passione per il birdwatching, suo unico vizio noto.

 
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