Di libri che lasciano il segno e altre storie

di Natascha Fioretti

I libri che hanno segnato la vita di una Daria Bignardi giovanissima sono testi non molto conosciuti ma di grande spessore e fascino. A partire dal "Demone meschino" di Fëdor Sologub letto a 13 anni fino a "La foresta della notte" di Djuna Barnes seguito dieci anni dopo. Da sempre ad intrigarla sono quei testi letterari non solo belli, ben scritti ma capaci di farci soffrire, di mordere, di ferirci e di scandagliare le parti più misteriose e tenebrose dell’uomo. Con la giornalista, penna di Vanity Fair, conduttrice televisiva, voce di Radio Capital e scrittrice parleremo del suo più recente libro uscito per Einaudi dal titolo "Libri che mi hanno rovinato la vita e altri amori malinconici".

Nella seconda parte della puntata invece con Francesco Guglieri, scrittore e saggista, rifletteremo sulle biblioteche e su come oggi si sia trasformata l’arte della catalogazione e della ricerca grazie a internet e al mondo digitale. Per capire basti pensare alle parole del fondatore di Google Larry Page “Qualunque cosa tu abbia visto o sentito o vissuto potrà essere cercata. Tutta la tua vita diventerà ricercabile”.

In chiusura con il nostro Yari Bernasconi scopriremo pregi e limiti di un libro da poco uscito ma che sta già facendo parlare di sé. Si tratta di "Dove sei, mondo bello?" l’ultima fatica della giovane ma già acclamata scrittrice irlandese Sally Rooney uscito per Einaudi.