La letteratura è sempre stata il campo del possibile, da secoli costruisce infatti mondi alternativi attraverso le parole e le storie. Le narrazioni, di cui tanto si sente parlare in questo periodo, abitano, fin degli albori della civiltà, il nostro modo di relazionarci con noi stessi, con gli altri, l’ambiente, la scienza e la tecnica. Negli ultimi due secoli le scienze sociali e ora anche le neuroscienze hanno sottolineato quanto sia potente l’immaginazione, soprattutto quando viene messa al servizio della creazione di mitologie personali. Attraverso lo specchio del mito entriamo in relazione profonda con le parti più segrete della nostra psiche.
Quando il mito riflette la nostra storia personale, oppure la città che abitiamo o una personalità che ci ha affascinati, l’esplosione di senso diventa potente. I tre romanzi che scopriremo restituiscono tutto questo. Partiremo da una città misteriosa e abbagliante come Venezia: attraverso le pagine di Il fuoco di Venezia di Giovanni Montanaro conosceremo una donna forte ed elegante, prima direttrice di una fornace: il vetro è al centro di un romanzo scorrevole e coinvolgente.
Entreremo poi nelle atmosfere padane e sofisticate di Zen Bang Love. Il suo autore, Fabio Guarnaccia, dà vita ad un’epopea molto cinematografica nella quale Attilio, quarantenne in cerca di un nuovo senso da dare alla sua vita, si imbatte prima in un Maestro Zen e poi conosce una strana ragazza dagli occhi verdi e conturbanti.
Approderemo infine a Parigi, città scelta dallo scrittore francese Adrien Bosc, per ambientare il suo L’invenzione di Tristan.
Giuliana Altamura, la nostra lettrice esperta, si è innamorata di questo romanzo metaletterario e allo stesso tempo fruibile e intenso. Buone letture!
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