Il termine “abisso” evoca spazi profondi, insondabili, ignoti e invisibili, fisici ma anche simbolici che in gran parte sfuggono alla comprensione umana. L’abisso è diventato così un luogo privilegiato di rappresentazione nella letteratura fantastica, d’esplorazione e d’avventura. Pensiamo a Ventimila leghe sotto i mari o Viaggio al centro della terra di Jules Verne, per esempio, dove l’oceano e il sottosuolo sono spazi da esplorare, ma anche luoghi dell’alterità, abitati da creature misteriose o dove si dispiegano forze sconosciute. Ne abbiamo parlato con Nicoletta Brazzelli, professoressa associata di Letteratura Inglese presso l’Università degli Studi di Milano.
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