Nel suo ultimo libro Il demone della nostalgia (Einaudi, 2025), Mauro Bonazzi ci invita a un viaggio affascinante attraverso la storia di un sentimento complesso e spesso contraddittorio: la nostalgia. Lontana dall’essere una semplice malinconia per il passato, Bonazzi ci svela come la nostalgia sia stata, fin dall’antichità, una forza potente capace di plasmare la filosofia, la politica e la nostra stessa identità. Prepariamoci a scoprire le molteplici sfaccettature di questo “demone” che abita in ciascuno di noi.
La tempesta che ha attraversato l’Europa tra Otto e Novecento è stata anche una battaglia di idee, identità, visioni del mondo: una storia di uomini e donne, filosofi e filologi, scrittori, intellettuali che in quei tempi inquieti per capire chi erano - e chi siamo - hanno guardato in una direzione precisa: la Grecia antica, la sola e vera patria, da cui tutti si sentivano esuli. Qual era allora, ed è oggi, il peso del passato nella costruzione della nostra identità, sia individuale sia collettiva, di europei e occidentali? Qual è il segreto che la Grecia custodisce cosí gelosamente? Mauro Bonazzi ricostruisce l’appassionante genealogia di questi dibattiti, in cui ritornare agli antichi è l’unico modo per fare i conti con una modernità che si scopre in crisi. E nel ricostruirla rievoca tutti quei personaggi che in maniera geniale, provocatoria e sorprendente hanno proposto «un’altra idea di Grecia»: da Nietzsche a Heidegger, da Adorno e Popper ad Hannah Arendt. Perché non c’è niente di meno pacifico del passato, ed è il modo in cui lo immaginiamo a dare forma al nostro futuro.
Per la Rete Due Bonazzi ha ripercorso alcuni momenti del suo libro, concentrandosi su alcuni – determinanti – personalità e luoghi della cultura del 900.
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