Il mondo corre veloce, l’opinione pubblica parla, discute e si confronta con le nuove opportunità e le ricorrenti difficoltà legate all’Intelligenza Artificiale, e la fiction? S’immerge anche lei in questo universo, portando l’immaginazione al di là del presente. La scrittura creativa permette di immaginare ed esplorare mondi dove tutto sia già “integrato“, addirittura incorporato nel quotidiano.
E’ quello che fa Flavio Stroppini con un mondo che si è già trasformato, con Neanderthal.
Il protagonista, Giosuè Torsori, per risolvere i suoi problemi, crea un’ originale IA basata sulla considerazione che per risolvere i problemi del mondo dovremmo tornare ad essere diretti e senza peli sulla lingua. Un po’ “umani delle caverne”, a dire sempre e comunque quello che pensiamo. È così che nasce Neanderthal. Ma quanto siamo pronti ad interagire con una IA al nostro servizio, che non sempre ci risponde quello che vorremmo sentirci dire? Un Neanderthal, con le sue risposte senza retropensieri, può veramente aiutarci? E con quali conseguenze?
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