Il mito del filo rosso ha origine in oriente: ognuno di noi porterebbe, fin dalla nascita, un invisibile filo rosso legato al mignolo della mano sinistra. Un filo che ci lega all’anima gemella e che nulla potrà distruggere.
È al filo rosso che ci siamo ispirati per una nuova “serie di Alphaville” che si pone l’obiettivo di rintracciare quel legame invisibile che unisce discipline e opere in un discorso comune e profondamente umano.
Un discorso che va ricostruito, un bandolo della matassa che va recuperato da mani esperte, capaci di individuarlo e ricomporre la trama nella quale si inserisce.
Le nostre guide in questo percorso sono Barbara Paltenghi Malacrida, Direttrice del Museo d’arte Mendrisio, e Paolo Bolpagni, storico delle arti e curatore: due personalità divergenti e complementari, due spiriti onnivori e curiosi che hanno messo a fuoco 10 tappe tematiche: 10 luoghi simbolici al centro di molte creazioni, dalla musica al cinema, dalla letteratura alle arti visive. Panchine, balconi, fiumi, labirinti, nuvole o isole diventano così tappe di un percorso in cui i nostri due Virgili ci accompagneranno alla scoperta dei legami che scorrono sotterranei tra Fedor Dostoveskij ed Edward Hopper, tra Shakespeare e Hitchock, tra Stravinskij e Virginia Wolf, tra Alexander Calder e Tom Waits…
Una serie che ha tinto di rosso un altro mito, quello del filo di Arianna, aiutandoci a individuare non tanto una via d’uscita dal caos, quanto il piacere salvifico della conoscenza che mette ordine e crea senso.
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