Selva Nuda (4./5)

Gioia, di Sergio Albertoni

Come ama fare in concerto, ma con più tempo per parlare delle sue passioni musicali e letterarie, Selva Nuda ci invita nel suo universo poetico ed espressivo per farci scoprire la dolce malinconia delle sue canzoni. Anche se ormai può essere considerata a tutti gli effetti un’artista ginevrina, lei è ticinese e il suo nome all’anagrafe è Cristina Castelli. Il nome d’arte, sono parole sue, è nato dalla necessità assoluta di andare oltre la paura, dalla voglia di trasmettere la sua natura più selvaggia e allo stesso tempo vulnerabile. È da questa intima urgenza creativa che nel 2018 prende forma il suo progetto discografico dal titolo significativo, “Le mie parole”, che non a caso farà un po’ da bussola per i nostri itinerari sonori, come sempre impreziositi da interventi musicali dal vivo della nostra ospite. Selva Nuda canta in italiano, francese e inglese, e in effetti la sua voce esalta la natura e i territori selvaggi che popolano i suoi sogni, dandoci l’impressione di oscillare tra fuoco e ghiaccio.

Nelle cinque puntate a lei dedicate avremo quindi modo di conoscerla meglio e di scoprire in presa diretta uno dei suoi talenti, quello di creare “canzoni istantanee” ispirandosi al momento, cioè improvvisando.