Curtis Fuller (1934-2021), vita e arte di un grande del trombone (4./5)

con Claudio Sessa

Da lunedì 20 a venerdì 24 settembre 2021

“Birdland” rende omaggio a Curtis Fuller, uno dei grandi trombonisti del jazz moderno, scomparso di recente.

Nato nel 1934 a Detroit, Fuller entrò nel giro che conta dopo il servizio militare (dove tra l’altro aveva incrociato i fratelli Adderley, collaborando con altri musicisti della città che stavano contribuendo al lancio dell’hard bop; Jusef Lateef, Donald Byrd, Tommy Flanagan e altri.

Poi la sua strada incrociò quella di Miles Davis, di John Coltrane e dell’eccellente pianista Sonny Clark, con cui collaborò assiduamente.

Momenti importanti della sua carriera, dopo l’esordio come leader nel 1957, furono la partecipazione al Jazztet di Art Farmer e Benny Golson, e poco dopo (1961) l’entrata nei Jazz Messengers di Art Blakey.

Trombonista richiestissimo, legò il suo nome anche (ma non solo) alla Blue Note, sia come leader sia come sideman di spicco: è presente nel famoso Blue Train di Coltrane e in dischi di Jimmy Smith, Lee Morgan, Hank Mobley, Joe Henderson per non citarne che alcuni.