BIRDLAND
Da lunedì 20 a venerdì 24 novembre 2017 alle 23:00
In occasione del passaggio del trio di Fred Hersch a Chiasso, ospite del ciclo di concerti “Tra jazz e nuove musiche” (giovedì 23 novembre 2017 al Cinema Teatro), Paolo Keller tratteggia in “Birdland” un profilo del grande pianista jazz americano.
Nato a Cincinnati nel 1955, studi classici dalla tenera età, Fred Hersch si diploma al Conservatorio del New England di Boston nel 1977. A New York, dove si stabilisce subito dopo, diventa velocemente uno dei pianisti più richiesti in città. All’inizio della carriera ha modo di collaborare con musicisti quali Art Farmer, Toots Thielemans, Gary Burton, Sam Jones e Charlie Haden. Quest’ultimo, insieme al batterista Joey Baron, è complice a metà degli anni ’80 del debutto del suo trio che nel corso degli anni si rinnoverà spesso e nel quale suoneranno Marc Johnson, Michael Formanek e Drew Gress tra i contrabbassisti, nonché Jeff Hirshfield, Nasheet Waits e Tom Rainey tra i batteristi. Dal 2010 questa formazione, peculiare dell’arte del pianista, comprende John Hébert al basso e Eric McPherson alla batteria.
Altra specialità del pianista è l’esibizione in solitaria, discograficamente documentata a partire dal 1993 quando esce l’eccellente live alla Maybeck Recital Hall di Boston.
Musicista di straordinario spessore e grande sensibilità, vero maestro del piano jazz contemporaneo, Hersch si afferma proprio in quegli anni ’80 nei quali, per la prima volta, si opera una riflessione e una sintesi sull’intera storia del jazz. Nel suo raffinato pianismo all’influsso di Bill Evans si unisce in maniera singolare la conoscenza di Herbie Hancock e del mondo classico. È stato descritto come “un maestro dal tocco unico” dal New York Times, come “un pianista poeta” dal New Yorker e come “uno dei pochissimi artisti eccellenti della sua generazione” da Downbeat. Ha pubblicato ad oggi una cinquantina di album come solista o come leader, alcuni dei quali hanno ricevuto la nomination al Grammy. Importante anche la sua attività di compositore in ambito contemporaneo, con lavori per pianoforte, per orchestra e per la scena (balletti) presentati in sale e centri culturali di rilevanza in tutto il mondo, nonché quella di didatta. Suoi allievi, tra i più significativi della generazione venuta alla ribalta nei primi ’90, sono stati infatti ad esempio Brad Mehldau e Ethan Iverson (dei Bad Plus).