Birdland

I capolavori

Rete Due, lunedì 23, mercoledì 25 e venerdì 27 giugno 2014, 23:00

  • 20.06.2014, 13:09
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BIRDLAND
Lunedì 23, mercoledì 25 e venerdì 27 giugno 2014 alle 23:00

23.06.14 Jan Garbarek “The Esoteric Circle” (1969)

Un timbro del sax tenore del giovane Jan Garbarek che fa pensare subito a Gato Barbieri, un fraseggio che allude a Coltrane, una scrittura musicale già propria. Esoteric Circle è il debutto discografico a proprio nome del sassofonista, assecondato da quelli che diventeranno assieme i big four del jazz norvegese e portabandiera della label ECM: Terje Rypdal alla chitarra elettrica, Arild Andersen al contrabbasso e Jon Christensen alla batteria. Il tutto prodotto nientemeno che da un luminare del jazz moderno quale l’arrangiatore e compositore George Russell, uno dei protagonisti della third stream, con cui Garbarek aveva collaborato in precedenza. Facile il collegamento: proprio durante il soggiorno di Russell in Scandinavia tra il ’64 e il ’69 i quattro erano entrati nella sua cerchia e dal maestro avevano assimilato molto. Esoteric Circle è un disco che testimonia il punto di partenza di musicisti che avrebbero poi scritto pagine imprescindibili del jazz europeo e certi loro legami con il jazz più avanzato proveniente d’Oltreoceano. Indispensabile!

25.06.14 Muddy Waters & Otis Spann “ Fathers and Sons” (1969)

I padri che incontrano i figli. A ciò allude il titolo - Fathers and Sons - di questo album del 1969 restato storico per l’incontro appunto tra vecchie glorie del blues nero quali Muddy Waters e Otis Spann e i giovani bianchi rampanti che ebbero l’idea della produzione, ovvero l’armonicista Paul Butterfield e il chitarrista e cantante Mike Bloomfield. Il disco fu pubblicato evidentemente dalla Chess Records, etichetta di riferimento del moderno blues urbano. Marshall Chess, il patron, ricorda dell’idea espressagli dai due che volevano approfittare dell’occasione di un concerto di beneficenza a Chicago con la presenza di Waters e Spann. Il disco è diviso in due parti, una in studio, l’altra dal vivo durante il citato concerto: era l’aprile del 1969 e l’album fu pubblicato nell’autunno successivo.

Dal punto di vista della produzione Fathers and Sons anticipa per certi versi i dischi del comeback di Muddy Waters a fine anni ’70, quando fu rilanciato grazie all’interessamento di un altro grande bluesman bianco, il chitarrista Johnny Winter.

27.06.14 Ray Charles & Milt Jackson “Soul Borthers”

Soul Brothers: è la storia di un altro grande incontro ad altissimi livelli tra jazz, rhythm & blues e soul music. Fu registrato in due sessions nell’autunno del 1957 e primavera del 1958 e pubblicato nel giugno di quell’anno a nome di due titolari, Milt Jackson e Ray Charles.

Il primo all’epoca era già il navigato vibrafonista del celebre Modern Jazz Quartet e musicista con una importante carriera solistica parallela. Ray Charles si era messo in evidenza nei primi anni ’50 e aveva già pubblicato per l’Atlantic una bella serie di singoli che scalarono le classifiche ma che restarono però confinati in ambito R&B. Soul Brothers è solo il quarto album di Charles (l’Atlantic aveva cominciato a pubblicarne nel 1957) ed è il primo che fu concepito organicamente come tale: i precedenti erano infatti sostanzialmente raccolte di singoli già pubblicati e un live registrato al Festival di Newport. Inutile forse dire che l’album fu un’idea dei fratelli Ertegün, i patron della famosa casa discografica - che aveva sotto contratto anche il Modern Jazz Quartet e Milt Jackson - che furono maestri nel disegnare incontri tra il jazz, loro vera passione, e i generi più commerciali.

Soul Brothers è una pietra miliare in questo senso e testimonia delle radici jazz del grande Ray, che ascoltiamo oltre che al pianoforte anche al sassofono. Parimenti Milt Jackson lo si può apprezzare anche alla chitarra e al pianoforte. Il tutto con l’accompagnamento di “prime scelte” quali i bassisti Oscar Pettiford e Percy Heath, i batteristi Connie Kay e Art Taylor, il chitarrista Kenny Burrell e il tenorsassofonista Billy Mitchell.

Con Riccardo Bertoncelli


I capolavori

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