Birdland
Da lunedì 16 a venerdì 20 maggio 2016 alle 23:00
La straordinaria “voce” del sax tenore di Gato Barbieri si è spenta per sempre all’inizio dello scorso mese di aprile. Leandro Barbieri, detto “Gato”, era nato a Rosario in Argentina nel 1932. È stato uno dei primi musicisti jazz non statunitensi a diventare una star internazionale. Il suono del suo sassofono ha fatto veramente epoca e ha stregato quella giovane generazione cresciuta tra anni ’60 e ’70 che al tempo stesso ascoltava Coltrane, Janis Joplin, Jimi Hendrix e fors’anche Karlheinz Stockhausen.
Protagonista della scena musicale di Buenos Aires insieme a Lalo Schifrin sin dalla fine dei ’50, Barbieri si trasferisce a Roma nel 1963 ed entra in contatto con la variegata realtà musicale italiana dell’epoca. In quel periodo ha la possibilità di ascoltare dal vivo per la prima volta Coltrane e Miles Davis e si accosta ai protagonisti della new thing e del free jazz. Ma sarà solo con la fine del decennio e dopo i contatti con New York, soprattutto attraverso l’amicizia e la collaborazione con Don Cherry, che troverà la sua vera cifra stilistica. L’intuizione è quella di mescolare, sulla scorta di quello che facevano lo stesso Cherry e Dollar Brand, il jazz alla musica delle sue radici dando vita ad un personalissimo latin-jazz, sorta di world music ante litteram. Fenix, El Pampero, i quattro album della serie Chapters, Bolivia e certamente la colonna sonora di Ultimo Tango a Parigi sono i dischi che gli danno enorme popolarità.
Il suo stile si alimenta dell’influenza di Coltrane e dei suoi continuatori Pharoah Sandres e Albert Ayler. A sua volta il timbro del suo tenore non mancherà di influenzare i sassofonisti della generazione successiva, ad esempio Jan Garbarek.
Gato Barbieri si è esibito per l’ultima volta nella Svizzera italiana nel 2010, al Festival di cultura e musica jazz di Chiasso.