Annette Peacock,
Annette Peacock, "An acrobat's heart", ECM (dettaglio copertina) (ecmrecords.com)

Una voce (e non solo) fuori dal coro: Annette Peacock

con Riccardo Bertoncelli

Da lunedì 21 a venerdì 25 ottobre 2019

Figura di culto e icona dell'avanguardia musicale sin dagli anni ’60, Annette Peacock si è sempre distinta per un tipo di espressività austera, a volte criptica. Sempre però molto singolare e a cavallo tra i generi: jazz radicale, canzone d’autore free-form, pop-rock minimalista, sperimentazione elettronica.

Nata a Brooklyn nel 1941, è praticamente autodidatta dal punto musicale. Importanti nella sua formazione, al di là della musica, sono stati gli incontri con lo psicologo e scrittore Timothy Leary e il maestro spirituale Ram Dass, nonché con Michio Kushi, uno dei primi ad introdurre i concetti della macrobiotica negli Stati Uniti.

Ha lavorato agli esordi con Albert Ayler, poi con Gary Peacock (diventato suo marito), in seguito con Paul Bley producendosi alla fine degli anni ’60 in un particolare spettacolo dal titolo the Bley-Peacock Synthesizer Show dove si sfruttavano le potenzialità sonore degli strumenti inventati da Robert Moog.

Dei primi anni ’70 sono le prime raccolte di canzoni. Seguirà una serie di album molto diversi uno dall’altro pubblicati senza regolarità fino ad oggi, che costituiscono la sua scarna ma preziosa discografia.

Tra i più bei lavori senz’altro c’è “An Acrobat’s Heart” - scritto per la sua voce e il suo pianoforte, e dai lei arrangiato per un quartetto d’archi - realizzato su invito della ECM nel 2000.

Riccardo Bertoncelli ci aiuterà ad entrare nell’universo molto particolare di suoni e canzoni di un’artista che ha sempre rifuggito la popolarità e i compromessi con il business musicale.

 
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