Blu come un'arancia

Enzo Jannacci… che aveva orecchio

di Romano Giuffrida

  • 23.10.2017, 12:35
enzo jannacci

BLU COME UN’ARANCIA
Da lunedì 23 a venerdì 27 ottobre 2017 alle 10:35
Replica il giorno seguente alle 01:30

Cardiochirurgo, medico “di base”, cantautore, attore, cabarettista, pianista jazz: è la carta di identità di Enzo Jannacci, una delle figure che, in Italia, nel mondo della canzone e dello spettacolo, pur senza mai adagiarsi al mainstream del momento, ha segnato l’epoca che ha attraversato (quella che va dal cosiddetto “boom” economico tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta, fino praticamente al 2013, anno della sua scomparsa).

Figura più unica che rara nel mondo dello spettacolo italiano, Enzo Jannacci ha saputo raccontare quel piccolo grande mondo di donne e uomini, senza nome e, spesso senza fortuna, che attraversano la vita, a volte in direzione contraria, altre volte subendola, altre volte ancora cercando di modificarla. Per dirla con Fabrizio De André, uno dei cantautori che più assomiglia – per spirito, per sguardo, per sensibilità – a Jannacci, Enzo ha cantato quei "disobbedienti alle leggi del branco” (per Jannacci, il più delle volte "disobbedienti per caso…”), che vivono fuori dai riflettori della “maggioranza che sta” pur essendo, spesso, l’espressione più sincera della vita che ci circonda. La “verve”, di Jannacci, maturata inizialmente negli spettacoli al Derby Club di Milano – tempio del cabaret meneghino -, il suo personaggio “pubblico” un po’ stralunato e un po’ surreale, lo ha portato a essere negli anni Sessanta una delle figure di punta della canzone in dialetto milanese per la quale, avvalendosi anche della collaborazione di “giganti” quali Franco Fortini e Dario Fo, ha scritto pagine musicali entrate a pieno diritto nella storia della canzone popolare. Ma Jannacci è stato anche uomo di teatro, attore per il cinema, personaggio televisivo, compositore di colonne sonore per film e pubblicità e, ovviamente soprattutto, un medico chirurgo che, pur avendo una formazione che lo ha portato a lavorare nei principali ospedali statunitensi nonché nell’equipe del professor Barnard (il “padre” del trapianto cardiaco), pur di agire la propria professione a favore dei meno abbienti e dei cosiddetti “ultimi”, ha rinunciato spesso a incarichi e onorari di altissimo livello. Con questa serie di “Blu come un’arancia”, Romano Giuffrida ripercorre gli aspetti più significativi della vita artistica e professionale della vita del cantautore milanese.

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