BLU COME UN’ARANCIA
Da lunedì 06 a venerdì 10 febbraio 2017 alle 10:35
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Walter Benjamin è uno dei pensatori occidentali più famosi del Novecento. Nato a Berlino alla fine dell'Ottocento, morto suicida in Francia per sfuggire dai nazisti nel 1940, il filosofo tedesco di origini ebraiche ha lasciato tracce indelebili in molti ambiti della cultura: teorico della modernità, della storia, epistemologo, esperto di barocco, di traduzione, d'arte e di collezionismo. Critica letteraria, teatrale, filosofia politica, estetica e, non da ultimo, teoria dei media. Walter Benjamin è conosciuto soprattutto per il suo saggio Das Kunstwerk im Zeitalter seiner technischen Reproduzierbarkeit, tradotto in italiano come L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica, un testo in cui ha analizzato il rapporto tra aura, l'alone quasi mistico che circonda l'opera d'arte classica, e il cinema.
Su tutto questo sono state scritte un'infinità di pagine critiche ma non molto è stato detto invece su Benjamin come autore radiofonico, almeno in ambito italofono. Affascinato dai mass media, Benjamin comincia a fare radio alla fine degli anni Venti, durante la repubblica di Weimar, dai microfoni delle emittenti di Berlino e Francoforte. Buona parte della sua produzione radiofonica è dedicata ai bambini e agli adolescenti: il filosofo si fa pedagogo.
Nel 2014 è stato ripubblicato un libro, curato e tradotto da Giulio Schiavoni, intitolato Burattini, streghe e briganti. Racconti radiofonici per ragazzi (1929-1932), in cui sono raccolte molte delle Rundfunkgeschichten, le narrazioni radiofoniche, che Benjamin ha scritto e letto in radio per i bambini dai dieci anni in su. Dal 1929 al 1932, Benjamin è diventato, grazie ai microfoni della berlinese Funkstunde AG e la francofortese Südwestdeutscher Rundfunk, il filosofo dei bambini.

