Blu come un'arancia
Da lunedì 21 a venerdì 25 marzo 2016 alle 18:20
Replica il giorno seguente alle 01:30
Fino a dove si possono spingere le istituzioni democratiche? Dove passa il confine tra libertà e legalità? Cosa si può e si deve permettere uno stato democratico per tutelare se stesso e soprattutto cosa non si può e non si deve permettere? Sono alcuni degli interrogativi che derivano dalla lettura di "Ignoranz als Staatsschutz?" («L’ignoranza a tutela dello stato?»), un volume edito dal Suhrkamp Verlag di Berlino che raccoglie le annotazioni, le glosse e i commenti che Max Frisch appose alla propria scheda in occasione dello “scandalo delle schedature” scoppiato tra il 1989 e il 1990. Per quanto gravemente malato (morirà infatti meno di due anni dopo, nell’aprile 1991), Frisch non ha smarrito la verve polemica e l’esigenza di verità, e quindi riscrive la propria personale biografia correggendo le imprecisioni e le inesattezze contenute nella scheda, chiedendosi (e chiedendo ai lettori) fino a che punto uno stato possa tutelare se stesso facendo più o meno involontariamente leva sull’ignoranza. Malgrado sia trascorso un quarto di secolo, la questione è sempre più viva e attuale: una questione che trascende di gran lunga il difficile e complicato rapporto tra Frisch e la Svizzera e investe le istituzioni democratiche in quanto tali, in tutto il mondo occidentale. La serie di questa settimana, curata da Mattia Mantovani, prende spunto dalla pubblicazione di questo volume e propone alcuni dei passi più significativi della scheda di Frisch (con relativi commenti dello stesso Frisch) dal 1948 alla fine degli anni Ottanta.

