BLU COME UN’ARANCIA
Da lunedì 25 a venerdì 29 dicembre 2017 alle 10:35
Replica il giorno seguente alla 01:30
I cinque nomi che Marco Alloni tratta nella serie di questa settimana di “Blu come un’arancia” rappresentano uno spaccato di ciò che possiamo chiamare l’antico rapporto tra ebraismo e letteratura. Un rapporto in cui si dischiudono verità cruciali. L’ebraismo è infatti non solo una questione etnica e religiosa, ma è in primo luogo una questione culturale, spesso spirituale. Indagare tra le sue pieghe equivale in un certo senso a indagare tra la sua letteratura o tra la letteratura che, direttamente o indirettamente, se n’è occupata. Ecco allora l’Erri De Luca de “Il torto del soldato”, romanzo-memoriale che ci conduce nel mondo della cultura yiddish; ecco la mistica ebraica affrontata e approfondita dal più grande studioso dell’argomento, Gershom Scholem; ecco il Claudio Magris di “Lontano da dove”, che ci porta a conoscere da vicino l’opera fondamentale di uno dei più grandi scrittori di cultura ebraica del nostro tempo, Joseph Roth; ecco Moni Ovadia e il suo categorico rifiuto di un’adesione passiva, pur essendo lui ebreo, al sionismo; ed ecco infine Amos Luzzato e il suo “Il posto degli ebrei”, che individua nella storia i momenti decisivi che hanno condotto alla nascita del pregiudizio anti-ebraico. Cinque diversi approcci che ci illuminano su alcune verità sull’ebraismo che forse non conoscevamo.

