Locomotiva a vapore delle FFS, 1997 (Keystone)

Nel ventre del Gottardo

Storie di tunnel tra letteratura e cinema, di Mattia Lento

Ricerca condotta grazie al sostegno del Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica

Blu come un'arancia
Da lunedì 23 a venerdì 27 maggio 2016 alle 18:20
Replica il giorno seguente alle 01:30

 

“Laddove c’è natura, oggi ci sono anche treni”, scriveva Robert Walser nel 1907, e laddove ci sono treni, in una regione montuosa come la Svizzera, ci sono anche tunnel.

Proprio il tunnel è un motivo letterario che torna a più riprese tra gli scrittori e le scrittrici svizzere, ma anche tra i letterati che hanno avuto a che fare con il territorio elvetico. Resoconti di viaggio, fantascienza, letteratura di montagna e altro ancora: sono molti i generi in cui ritroviamo il motivo del tunnel. A volte funge da semplice sfondo alle vicende principali, altre volte è al centro del racconto.

La fortuna dei tunnel su suolo elvetico comincerà a partire dalla costruzione di un’opera faraonica per l’epoca: la galleria ferroviaria del Gottardo, realizzata sul finire dell’Ottocento. Sarà proprio quest’opera a ispirare a più riprese scrittori, intellettuali e anche alcuni registi. Di volta in volta oggetto d’ammirazione, di propaganda, d’orgoglio, di critica feroce o addirittura di timore reverenziale, il tunnel ferroviario del Gottardo si è guadagnato un posto di tutto rispetto nella letteratura e in parte anche nel cinema. Il tunnel automobilistico, costruito un secolo più tardi, non riuscirà mai a eguagliare il suo omologo ferroviario, ma fornirà l’occasione a un regista come Villi Hermann per fare i conti con la grande impresa dell’Ottocento, con uno sguardo più distaccato e critico.    

In occasione dell’inaugurazione del tunnel di base del Gottardo, la serie di questa settimana, curata da Mattia Lento, ripercorre proprio l’intenso rapporto tra letteratura, cinema e i tunnel del Gottardo.

Siamo la Svizzera: uniti nella diversità

Seguici con