Blu come un'arancia
Da lunedì 18 gennaio 2016 a venerdì 22 gennaio 2016 alle 18:20
Replica il giorno seguente alle 01:30
Non si butta via niente. Neanche in letteratura. Già molto prima che la raccolta differenziata entrasse nelle nostre giornate. Francesco Orlando - che prima di insegnare all’università di Pisa, ancora giovanotto, ebbe la ventura di battere a macchina Il Gattopardo nello studio da avvocato del padre, Giuseppe Tomasi di Lampedusa scriveva solo a mano – qualche anno fa dedicò un bellissimo saggio alla roba vecchia trovata nei romanzi.
Noi seguiamo la pista dei rifiuti. A partire da Italo Calvino e da Leonia, che abbiamo visitato leggendo Le città invisibili: la città si rinnova ogni giorno, e pazienza se poi i rifiuti si accumulano, tanto che serve un’altra città per la spazzatura. Passando per Underworld di Don De Lillo, dove la spazzatura è politica: l’FBI e i rivoluzionari la pensano allo stesso modo. Arrivando in Turchia, con Latife Tekin e le sue Fiabe dalla collina dei rifiuti scopriamo che Chagall abita da quelle parti. E. L. Doctorow racconta i più grandi accumulatori di spazzatura della storia, i miliardari fratelli Collyer. Paolo Teobaldi racconta l’apprendistato di uno spazzino: faceva il professore prima, ma si sa, c’è la crisi (e anche la moglie lo ha lasciato: prima di ripulire la città, ripulisce la casa coniugale dalle tracce di lei). Un mondo pieno di storie, tutte da scoprire.

