Blu come un'arancia

Selvaggio, barbaro, primitivo

di Franco Brevini

  • 28 novembre 2016, 19:20
Illustrazione di Saartje Baartman

Illustrazione di Saartje Baartman, donna "esposta" alllo zoo umano di Londra a inizio XIX

  • Wikipedia

BLU COME UN’ARANCIA
Da lunedì 28 novembre a venerdì 09 dicembre 2016 alle 18:20
Replica il giorno seguente alle 01:30

Le idee di selvaggio, di barbaro e di primitivo hanno intrapreso il loro cammino molto lontano, probabilmente a partire dalla nozione di barbaro, che risalirebbe addirittura a Erodoto e a Tucidide. Storicamente tutte queste categorie sono state applicate a una diversità culturale, interpretata a partire dalla presunta superiorità etnocentrica della civiltà alla quale appartiene chi giudica: originariamente sono stati i Greci verso chi non faceva parte della loro civiltà, successivamente i Romani con gli invasori d’oltralpe, poi i conquistadores con i nativi americani, gli imperialisti europei verso le popolazioni locali, fino alle forme più recenti di discriminazione.

In ogni tempo gli uomini hanno creduto di essere migliori dei loro vicini, limitandosi a mutare il tipo di difetto da imputare loro. Il ritratto dell’altro è stato tracciato, accusandolo di essere diverso: non necessariamente inferiore, ovviamente non superiore, ma altro appunto.

In queste due settimane di "Blu come un’arancia" Franco Brevini propone un originale itinerario attraverso la tematizzazione della diversità nel corso dei secoli. Perché siamo passati dal mostruoso Calibano di Shakespeare al bon sauvage di Rousseau? Cos’erano gli zoo umani del XIX secolo? Quali sono le forme odierne della discriminazione? A queste e ad altre pressanti domande le due serie di "Blu come un’arancia" rispondono con un affascinante viaggio attraverso personaggi, popoli, culture, idee.

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