La prima “cartolina” parte da Roma nel segno di Bruno Martino, raffinato pianista e crooner ricordato soprattutto per E la chiamano estate ed Estate. Inciso nel 1960 e scritto con Bruno Brighenti, il brano si intitolava inizialmente Odio l’estate, ma il titolo fu cambiato perché ritenuto poco accattivante e per le ironiche storpiature di Lelio Luttazzi, che lo trasformava in “Odio le statue”. Nonostante questo esordio curioso, Estate è diventata una canzone senza tempo e, grazie alle numerose reinterpretazioni di grandi musicisti, è entrata nel ristretto Olimpo dei jazz standard mondiali.
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