Colpo di poesia

Lume v’è dato a bene e a malizia

CANTO 92°, Documentario di Loris Fedele e Mino Müller

  • 14.09.2015, 22:00
Marco Lombardo segue i poeti, illustrazione di Gustave Doré

Marco Lombardo segue i poeti, illustrazione di Gustave Doré

COLPO DI POESIA
Da lunedì 14 a mercoledì 23 settembre alle 20:00

Lume v’è dato a bene e a malizia. Vi è stata data la ragione, per distinguere tra bene e male. Il profondo e sempre attuale significato di questo splendido verso dantesco dal Canto XVI del Purgatorio, diventa il motto per ricordare e celebrare i 750 anni dalla nascita di Dante Alighieri. La programmazione di Colpo di poesia del mese di settembre dedicata al Sommo poeta, continua con un viaggio reale e al tempo stesso fantastico: un gruppo di astronauti consuma il proprio volo spaziale sotto gli occhi di milioni di persone mentre un solitario speleologo si addentra nel buio della sua caverna. Apparentemente lontanissime, le due esperienze si incrociano in un viaggio del corpo e della mente nel quale emerge il riferimento dantesco.

Canto 92°, documentario realizzato nel 1993 da Loris Fedele e Mino Müller, ci ricorda che il sole tramonta quindici volte al giorno per gli astronauti della mitica Atlantis in volo attorno alla terra, diretti da Huston. Dalla navetta a 350 Km da terra, con le interviste ai vari astronauti che hanno partecipato alla missione spaziale ascolteremo anche il rappresentante dell’Europa spaziale, lo svizzero Claude Nicolier. Contemporaneamente, dal fondo di una caverna buia, lo speleologo e esploratore Andrea Gobetti racconta che alla prima esplorazione, “…quando ti vedi due trecento metri mai visti da nessuno prima di te, ti sembra d’esser entrato in un altro mondo. Come scrive Dante: Luogo è in inferno… infatti il buio e l’umido infernalizzano il luogo e Dante può essere considerato il primo speleologo, perché nella Divina Commedia effettivamente ci sono dei pezzi speleologici, escursionistici. Pezzi in cui viene realmente spiegato la natura del mondo sotterraneo. E questo è un grosso mistero, perché Dante non dovrebbe mai essere stato in grotta. Quando Dante immagina il suo viaggio all’inferno, la speleologia non esiste ancora.”

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