Colpo di scena

“La radio comunica direttamente con l’anima, esaltandola”

  • 15.05.2017, 15:30
Alberto Canetta

Alberto Canetta

COLPO DI SCENA
Da lunedì 15 maggio a venerdì 19 maggio 2017 alle 13:30

Passione, competenza, impegno, estro e una voce, magistralmente modulata, capace di legare gli ascoltatori alla radio. Alberto Canetta ha segnato la vita culturale della Svizzera italiana attraverso la sua trentennale attività presso la RSI e le sue molteplici iniziative teatrali realizzate sul territorio.

Cultore del teatro d’attore, è affascinato anche dal teatro di regia (Strehler) e dal teatro povero (Grotowski), tradizioni che ben si integrano col mezzo radiofonico nel quale Canetta sfoga la sua voglia di lavorare sui testi e l’interpretazione vocale.

Particolarmente interessanti gli “intrecci” con i compagni di lavoro di quegli anni: Enrico Romero, Fabio Barblan, Vittorio Ottino, Carlo Contini che scrivevano per la radio quasi in simbiosi con coloro che poi realizzavano praticamente le opere. Capace di affrontare e “sdoganare” testi esigenti o politici, si confrontava senza timore reverenziale coi grandi classici, interrogando e monitorando anche la produzione letteraria svizzera. Ma è soprattutto la passione che entra prepotente nel lavoro di Alberto Canetta cultore di Cechov, Brecht, Beckett (imperdibile l’interpretazione de “L’ultimo nastro di Krapp” in onda domenica 14 maggio) e di un teatro “d’attore” fondato sulla capacità dell’uomo di trasmettere ad altri uomini la propria anima.

“La radio è un mezzo che mette in comunicazione diretta con l’anima, esaltandola” diceva, fa impressione, ma le registrazioni hanno fissato quell’anima intatta nei suoi toni, nei suoi colori sonori e sembra di incontrarlo, di poterlo conoscere e afferrare anche a 30 anni dalla scomparsa avvenuta a Lugano il 24 maggio 1987.

Lunedì 15 maggio

"Gli amori di un agente di cambio”

Di O. Henry, riduzione radiofonica Renzo Hissim
Regia Vittorio Ottino
Con Alberto Canetta (Henry Maxwell) Serafino Peytrignet (Pitcher), Ketty Fusco (miss Leslie), Anna Maria Mion (una segretaria) e con, Steiner Lauretta, Anna Turco, Romeo Lucchini, Ugo Bassi
(PROD. RSI 1966)

Nel 1966 Alberto Canetta interpreta un agente di cambio sotto stress… In tempi non sospetti. Un uomo impegnato che non si ricorda di quanto fatto la sera prima e il tutto ricade sul collaboratore di fiducia. Ma per fortuna, nei momenti di pausa, incombe… La primavera.

Martedì 16 maggio

La suocera "Maman"

Novella di Anton Cechov
Regia Alberto Canetta
Con Alberto Canetta (Misha), Mariangela Welti (Lisa, la moglie), Maria Rezzonico (Barbara, la suocera), Mario Bajo (Vashia, il cameriere)
(PROD. RSI 1973)

Anton Cechov inizia a scrivere novelle già durante gli anni universitari, un genere che non abbandonerà mai. Formato essenziale, diretto, brillante anche per il regista e interprete Alberto Canetta fortemente interessato al classico e poetico Cechov. Autore che ha più volte frequentato, anche in teatro com’è stato il caso dello storico allestimento, nel 1985 al teatro La Maschera, de “Il giardino dei ciliegi”, che ebbe la sua versione radiofonica l’anno successivo con il cast pressoché invariato.

In questa novella, registrata il 7 marzo del 1973, gli interpreti Alberto Canetta, Mariangela Welti, Maria Rezzonico e Mario Bajo, sottolineano la visione lucida, crudele e fondamentalmente tragicomica, della condizione umana con una constatazione finale: le donne ottengono sempre quello che vogliono.

Mercoledì 17 maggio

“Proibito”

Di Tennesse Williams, traduzione di Gerardo Guerieri
Regia Alberto Canetta
Con Perangelo Tomassetti e Tatiana Winteler
Assistenza tecnica: Mino Müller
(PROD. RSI 1975)

L’estro e il divertimento del regista radiofonico Alberto Canetta vengono sottolineati dalla realizzazione, nel dicembre del 1975, di un racconto di Tennesse Williams “Proibito” interpretato da Pierangelo Tomassetti e Tatiana Winteler. Alla ricerca di “nuove prospettive sonore” propone agli interpreti di salire sul tetto dell’edificio della radio di Besso, ancora oggi disseminato di ghiaia, per sfruttare il rumore dei passi degli attori e “l’apertura” naturale dell’ambiente esterno. A seguirlo tecnicamente nell’avventura un altro interessante professionista della Radio Svizzera: Mino Müller.

Il testo è un dialogo fra due giovanissime creature “diseredate”. Il loro è un mondo di tragica confusione, dove suoni, valori, aspirazioni sono l’eco di una spaventosa emarginazione. Desideri repressi, sentimenti sbandati, sogni “immorali”. Eppure nulla è più innocente di questa “immoralità”.

La piccola bambina orfana e prostituta si prospetta un futuro ricco di felicità, smaniosa di ripetere le gesta di una defunta sorella adorata.

Per questa fanciulla il passato non può mutare, la sua sconsolata famiglia è fonte di amore. La sua gioia di vivere trasforma in purissima innocenza ciò che per i “fortunati” è turpitudine.

Giovedì 18 maggio

“Assassino, speranza delle donne”

Di Oskar Kokoschka, traduzione Lia Secci
Presentazione e regia Alberto Canetta
Musiche di Raffaele Paverani
Alarico Salaroli (uomo) Flavia Soleri (donna)
(PROD. RSI 1977)

Proseguiamo la settimana di colpo di scena dedicata ad Alberto Canetta con un lavoro di Oskar Kokoschka che ha diretto nel 1977. Abbiamo volutamente lasciato la presentazione che Canetta ha fatto dello stesso lavoro per sottolineare l’interessante apporto a tutto tondo che l’importante figura ha lasciato nella cultura radiofonica della Svizzera italiana.

Venerdì 19 maggio

“Alzati, su, alzati...”

Di Heinrich Böll, traduzione Italo Alighiero Chiusano
Interpretazione e regia Alberto Canetta
Musiche originali di Graziano Mandozzi
Realizzazione tecnica Silvia Giussani
(PROD. RSI 1980)

Breve novella di Heinrich Böll scritta nel 1950 e facente parte della raccolta "Viandante, se giungi a Spa...", tradotta da Italo Alighiero Chiusano.

Un monologo attraverso il quale godere dell’istrionica capacità di Alberto Canetta di variare i toni interpretativi e inchiodare il pubblico all’ascolto.

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